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GEO-FINANZA/ Sapelli: il risiko di Putin "stordisce" Usa e Ue

Il fronte est dell’Europa resta caldo: la situazione russa rischia di creare problemi in campo finanziario. GIULIO SAPELLI ci aiuta a capire meglio la situazione al di là degli Urali

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Mikhail Khodorkovsky è stato intervistato nella rubrica “Lunch with the FT” dal giornalista esperto di cose russe Neil Buckley, membro fondatore del Valdai Club e di casa sia al Cremlino che nelle composite elites russe. L’intervista non è casuale e fa parte di quella sorta di offensiva mediatica scatenata non tanto dai nemici di Putin, ma da Putin stesso per creare come un velo mediatico tra la sua azione e le sanzioni che sono state scatenate contro la Russia. L’intervista, tuttavia, è molto importante e rimarrà tale anche in futuro, perché tra i due uomini intimamente legati all’establishment russo - pur se con esiti personali completamente diversi - si svolge un dialogo molto utile per comprendere quale sia la posta in gioco oggi in Russia a partire dalla storia di quel grande Paese euro-asiatico. 

È vero che Khodorkovsky termina la sua intervista dicendo, in sostanza, che la sua sicurezza dipende dalle decisioni di un uomo solo, ma nel contempo, guidato dall’accortissimo Buckley, lancia dei chiari messaggi su quale sia l’essenza stessa della questione nazionale e internazionale russa. Infatti, Buckley interroga Khodorkovsky sul famoso 1995, ossia sull’anno dei famosi “loans for shares”, ovvero sullo scambio economico e politico tra uno Stato in bancarotta come era quello diretto da Eltsin, che necessitava dei prestiti che un pugno di neo oligarchi concessero in cambio di azioni allo Stato medesimo affinché tutto non crollasse. 

Quei neo oligarchi erano tutti giovani ex comunisti della nomenclatura economica che si erano schierati con Eltsin e con Gorbaciov arricchendosi, prima del ‘95, essendosi impadronitisi manu politica di fatto delle immense risorse minerarie ed energetiche ex sovietiche, realizzando spettacolari guadagni, vendendo tali materie prime all’estero. Naturalmente Eltsin e i suoi uomini non riuscirono a rendere i denari agli accorti neo oligarchi e scambiarono appunto quei debiti con azioni delle potentissime aziende dei kombinat sovietici che si stavano privatizzando. 

Gli oligarchi vendettero spesso anche a se stessi le azioni realizzando profitti da capogiro e avendo così nelle proprie mani, di fatto, l’intera potenza dell’ex impero. Al di là della vicenda dei rapporti tra Yukos e Rosfnet, le due potenti compagnie petrolifere che erano la prima posseduta da Khodorkovsky e la seconda dal gruppo raccolto attorno a Putin (e Khodorkovsky si rifiutò di farsi assorbire da Rosfnet finendo così nella macchina tritacarne della giustizia putiniana scontando più di dieci anni di carcere) rimane la sostanza di una verità storico generale che l’intervista disvela e che noi spesso dimentichiamo. 

Eltsin, e gli oligarchi a lui legati, non avevano mai letto Tocqueville, non quello de “La democrazia in America”, ma quello straordinario de “L’antico regime e la rivoluzione”. In quel testo straordinario e incompiuto - usato a man bassa dagli storici revisionisti della Rivoluzione francese, come Furet, i quali con somma stupidità affermano che la rivoluzione francese…non è avvenuta - si documenta come, ad avvenuta rivoluzione, con le teste dei re e delle regine degli aristocratici e dei rivoluzionari che rotolavano a tutto spiano, intatto rimaneva il sistema amministrativo sia della grande burocrazia costruita dal cardinal Mazzarino, sia del mercantilismo del grande Colbert, a riprova che, se si vuole avere lo Stato, bisogna, ahimè, averne tutti gli aggeggi e i congegni idealizzati da Max Weber con il suo modello ideal-tipico razional-legale e altri sublimi facezie del genere. 


COMMENTI
29/12/2014 - Senza la Russia non c'è Europa (giovanni d'anna)

Il preclaro pensiero del prof. Sapelli, ci conferma ancora una volta che le sanzioni economiche non preparano la pace, ma solo la guerra. Non c'è futuro per un Europa unita senza un'unica politica estera, con tutto ciò che essa comporta, incentrata sulle relazioni diplomatiche ed economiche con il continente russo.Può essere di aiuto la diplomazia vaticana, ma ancor più lo sviluppo commerciale verso est.