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Economia e Finanza

LEGGE DI STABILITA'/ I "regali" di Renzi che mettono nei guai l'Italia

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Nonostante i molteplici appelli alla “pubblica morale”, si strizzano gli occhi ai gestori di giochi tramite un sostanziale condono per i “soggetti che offrono scommesse con vincite in denaro senza essere collegati al totalizzatore nazionale di regolarizzare la propria posizione”. Devono solo, entro il 31 gennaio, presentare all’Agenzia dei monopoli “una dichiarazione di impegno alla regolarizzazione fiscale per emersione” e versare 10.000 euro. Altro regalo agli autotrasportatori: dovevano subire il taglio del 15% del credito d’imposta sul gasolio, ma hanno ottenuto un rinvio addirittura al 2019. Non poteva mancare un dono alle casse esangue dei partiti: la detraibilità dei versamenti effettuati ai partiti politici (la bellezza del 26%) vale anche per le “donazioni”.

Piccola rivoluzione particolaristica per le frequenze TV. Finora l’Agcom aveva il compito di assegnare quelle non utilizzate a livello nazionale alle televisioni locali: ora l’Autorità potrà dare queste frequenze anche a Rai, La7 e Mediaset. Gli armatori ricevono 5 milioni l’anno per i prossimi venti per “progetti innovativi nel campo navale”. Cinque milioni e mezzo sono stati stanziati all’ultim’ora per la tutela e la promozione del “patrimonio culturale e storico”. Come spenderli li deciderà però il ministero delle Infrastrutture dopo avere consultato quello dei Beni culturali. Anche l’Expo Spa ha ottenuto qualcosa: fare gare d’appalto senza passare per Consip e 7,5 milioni di euro per interventi sul Duomo di Milano.

Naturalmente, sono riaffiorati i “terremotati storici”: 30 milioni l’anno fino al 2017 per “i soggetti colpiti dal sisma del 1990 che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa”, 5 milioni per le zone colpite dal terremoto del 2002, quello in cui crollò la scuola di San Giuliano.

Si potrebbe continuare, ma si rischia di assomigliare a un elenco telefonico. Il vero nodo è che una miriade di misure frammentate rendono impossibile sia un’analisi economica del merito di ciascuna di esse, sia una verifica contabile della copertura finanziaria. Il percorso appare coperto da buche, come, per intendersi, quello delle strade di Roma. Ciò lo rende più difficile. E più facile uno sforamento dei vincoli europei.

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