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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il "bluff" dietro la crisi greca

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Insomma, i greci andranno sì a votare il 25 gennaio prossimo, ma l'esito è già scontato: un'operazione perfetta, si garantisce l'illusione della democrazia permettendo ai cittadini di esprimersi nelle urne, ma da oggi ad allora la macchina della propaganda da armageddon e i mercati con le loro pressioni faranno in modo che ogni singolo avente diritto si rechi al seggio con la paura come unico Dio e punto di riferimento. D'altronde, quando dopo la prima chiama di due settimane fa emerse subito uno scandalo di corruzione, ovvero un politico pronto a comprare il voto di colleghi, bisognava capirlo che l'idea era quella di arrivare al voto: tanto ora ci sono ancora giorni sufficienti a trasformare Syriza nel partito del diavolo. O, utilizzando un'altra strategia, per riportare lo stesso a più miti consigli su riforme e soprattutto riduzione del debito. 

Era tutto previsto e organizzato, altrimenti non si spiegherebbe come mai dopo mesi di calma e annunci-barzelletta di Samaras che i mercati hanno sempre fatto finta di bersi, negli ultimi tre mesi immediatamente Borsa e obbligazioni abbiano magicamente ricominciato a essere prezzate in base al mark-to-market, anzi mark-to-data, ovvero quei fondamentali economici che non hanno cominciato a peggiorare a inizio ottobre ma che fanno in realtà schifo da sempre. Da settembre a oggi, il rendimento del decennale è salito dal 5,5% al 9,5% e la Borsa di Atene ha perso il 32%: cosa è successo? Il governo parlava di fine della crisi, inventava dati fantasiosi, addirittura annunciava il ritorno sui mercati obbligazionari lungo tutte le scadenze e per tutta risposta parte la sell-off? Ma è chiaro, i mercati vendevano per la paura del voto e di Syriza, come se le stesse forze economiche non fossero in grado di piegare ai loro voleri i governi di qualsiasi colore (tanto più che quelli più smaccatamente socialisti sono i preferiti dagli speculatori, basti pensare quanto ha fatto guadagnare proprio a Goldman Sachs la buonanima di Hugo Chavez). 

Perché? È presto detto, il 2015 è un anno chiave per la Grecia, l'ultimo nel quale potrebbe aver bisogno disperato di aiuto finanziario per colmare i gap sul debito e garantirsi stabilità finanziaria. L'anno che comincia giovedì, infatti, è l'ultimo nel quale le necessità di finanziamento governativo sono molto ampie, per l'esattezza 24 miliardi al netto dell'avanzo primario. Parte di queste necessità potrebbero essere coperte con risorse interne, ma serviranno comunque fondi addizionali per garantire al governo di non sopperire alle liabilities e questi fondi sono quantificabili in un range che va dai 6 ai 15 miliardi, questo in base a quanto accadrà a livello economico nel Paese. 

Dal 2016 in poi, invece, le necessità di finanziamento generale si abbasseranno rispetto a quelle dell'anno prossimo, fino a scendere sotto quota 10 miliardi entro il 2022, salvo scossoni che devastino lo spread e un avanzo primario più basso del previsto. Quindi, per capirci, o la Grecia diventa il Frankenstein del nuovo ordine economico entro il 2015 o potrebbe non diventarlo più, facendo crollare il precedente e l'esempio che serve alla Bce per eterodirigere anche le scelte economiche degli altri paesi membri: guarda caso, la Grecia ha già a disposizione 7,1 miliardi di dollari del Fmi ma vincolati a condizioni molto stringenti e la scorsa settimana l'Eurogruppo ha deciso lo stanziamento di una linea di credito precauzionale per Atene di 10 miliardi di euro anch'essa però vincolata alle riforme da farsi e che verrà ufficializzata solo dopo la review delle condizioni imposte a fine febbraio. 


COMMENTI
30/12/2014 - glie lo spiego io (Claudio Baleani)

Quando un paese come la Germania diventa baricentrico e fondamentale per la stabilità politica ed economica in Europa si deve prendere le sue responsabilità. Ecco il perché bisogna aiutare la Grecia. Sostenere la Grecia con soldi veri e non facendo lo strozzinaggio non è un dovere verso la Grecia, che non sta simpatica a nessuno perché sono una manica di imbroglioni, ma verso sé stessi. Altrimenti si verifica quello che è già successo proprio con la Germania che ha fatto guerra a tutti e spesso per ragioni formalmente legali fino al 1918 e con Hitler formalmente illegali (ma tanto alla legalità non ci credeva più nessuno). Ci sono ragioni che premiano lo stare insieme. Gli americani hanno regalato una barca di soldi per ricostruire l'Italia e la Germania che gli avevano fatto guerra. Perché l'hanno fatto? Perché hanno capito che erano rimasti gli unici a garantire un minimo di stabilità e si sono presi le loro responsabilità. I tedeschi sono invece dei pazzi che espongono milioni di persone alla povertà pur si salvare anche un solo centesimo delle loro banche, come hanno fatto con la Grecia e fanno continuamente anche con noi. Ma questo giochetto pericoloso finora gli è sempre esploso tra le mani perché il mondo non è sempre disponibile a farsi comandare da un impero mono-etnico, razzista ed autoritario.

 
30/12/2014 - commento (francesco taddei)

con le pensioni contributive anziché retributive ciò che il governo mette in tasse (per gli sprechi, chiamiamoli col loro nome) viene tolto al mio stipendio e alla mia pensione. allora perché i cattivoni tedeschi dovrebbero far pagare di più (e impoverire) i loro cittadini attraverso più inflazione, come fanno gli italiani, caricando il debito sulle spalle dei loro figli?