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SPY FINANZA/ Dalla Grecia alla Cina, i segnali di una nuova crisi per il 2015

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Era il settembre del 2013 quando Shinzo Abe, parlando alla comunità finanziaria di Wall Street la esortò a «comprare la mia Abenomics», un anno dopo il Giappone è di nuovo in recessione e gli investitori stranieri sono net seller di equities nipponiche nonostante l'ulteriore stimolo annunciato il 31 ottobre: e anche se l'indice Topix è in aumento del 9,4% nel 2014, con lo yen in perenne calo ci troviamo, invece, a dover parlare di un calo del 4,4% in termini di dollari. Insomma, dopo aver "comprato il rumour", ora gli investitori esteri hanno fiutato l'aria e stanno "vendendo la notizia", ovvero il fallimento dell'Abenomics, come ci conferma ancora Ayako Sera, a detta del quale «se fosse proposta una strategia di crescita che si vedesse a occhio nudo, forse gli stranieri potrebbero tornare e ricominciare a comprare, ma visto che finora non c'è stata traccia di questo, penso che non ci sia alcuna possibilità di vederne in futuro». 

Direte voi, c'è sempre la locomotiva cinese. Non troppo, visto che l'altra notte il China Leading Index è sceso al livello più basso dal febbraio 2009, come ci mostra il grafico e il dato non deve essere troppo sottovalutato perché quell'indicatore è di fatto un paniere che traccia contemporaneamente l'index Hang Seng, le vendite industriali, l'offerta di massa monetaria M2, i nuovi investimenti in asset fissi, gli indici logistici, gli investimenti immobiliari, l'indice delle aspettative dei consumatori e lo spread tra i rendimenti obbligazionari sovrani, ovvero il differenziale tra titoli con maturazione sopra i 7 anni e titoli con maturazione a meno di un anno. 

 

(1- segue)

 



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COMMENTI
31/12/2014 - Nel 2015 saranno come sempre i poveri a pagare? (Carlo Cerofolini)

(Petrolini dixit) e questo è quello che probabilmente accadrà, soprattutto nel 2015, quando facilmente ne vedremo delle brutte, specie in Italia, considerato i (s)governanti che abbiamo. Quosque tandem…