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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Sapelli: il "fallimento" della Bce di cui nessuno parla

Oggi Mario Draghi potrebbe annunciare le misure straordinarie della Banca centrale europea per cercare di superare la profonda crisi di deflazione. Il commento di GIULIO SAPELLI

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Oggi Mario Draghi dovrà (forse) annunciare quali saranno le misure straordinarie che riterrà di essere in grado di poter mettere in atto per cercare di superare la profonda crisi di deflazione in corso. Come sempre accade, questi sono giorni di sussurri e grida, ossia di notizie dette e non dette, di dati annunciati e poi non consegnati alla pubblica opinione, di misure auspicate e mai assunte. Se parlate con gli osservatori oltre oceano, scoprirete che sono completamente attoniti dinanzi a questo comportamento, e si chiedono quanto esso possa essere compatibile con due istituzioni di fondo dell’economia capitalistica ad alta finaziarizzazione.

La prima di queste istituzioni, detta à la Veblen, è un costume, ossia un atteggiamento antropologico profondo che dovrebbe essere la norma e che ora invece è stato completamente distrutto. L’istituzione di cui parlo è il silenzio. Il silenzio che, un tempo, circondava con un’aura i banchieri centrali. Ebbene, sappiamo che dietro a Draghi c’è un rumore insopportabile. Un rumore che gozzanianamente potremmo chiamare “clangor di buccine”, ossia il fracasso quasi da ubriachi che da un lato cantano canzoni vichinghe e dall’altro suonano mandolini mediterranei: una cacofonia insopportabile.

Aggiungete a ciò il fatto che il silenzio non è stato solo abbandonato da Mario Draghi, che proprio perché ha dietro di sé questo clangor di buccine dovrebbe star chiuso come un’ostrica. Parlano anche i suoi collaboratori più fidati. Il colmo è che parlano per dire che non bisogna farsi troppe illusioni, anche se si potesse fare il Qe o l’acquisto dei titoli di stato oppure ancora degli asset securities: perbacco, queste misure non sarebbero certo sufficienti per superare la crisi! Bella scoperta! Sarà anche vero, ma non me lo devi dire.

Così facendo, invece, ossia comportandosi non come un banchiere centrale ma come un tenore che inizia dei pezzi che poi deve interrompere per afasia, si pongono sempre in fibrillazione le borse, si riempie il mondo di incertezza. Insomma, si fa tutto il contrario di ciò che bisognerebbe fare per calmare e rassicurare i cosiddetti mercati. Non mi stupirei se un giorno la Corte dell’Aia, su sollecitazione di molti cittadini europei, dovesse impegnarsi nel giudicare il danno che questi comportamenti hanno provocato e provocano nella loro vita sociale quotidiana, e non soltanto nella loro.


COMMENTI
04/12/2014 - commento articolo Prof. Sapelli. (Gianluigi Lonardi)

Leggendo delle due monete di cui parla il professore, e non solo lui, mi domnado se si sta ancora pensando a l'Europa unita con due monete oppure a un'Europa unita delle sole economie forti e gli altri s'arrangino. Va ricordato che la necessità di una omogeneità delle economie per formare un'unione monetaria era già stata avanzata a suo tempo dal buon vecchio Bossi. Aveva anche previsto con largo anticipo quali sarebbero stati i nostri rapporti con l'Europa e il disastro economico che stiamo vivendo. Vuoi vedere che l'ultimo grande profeta è il "senatur"?