BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il crollo del petrolio prepara la "stamperia" della Fed

Janet Yellen (Infophoto)Janet Yellen (Infophoto)

La New Atlas, nuova unità del produttore di greggio e gas Atlas Energy Group, ha rimandato un prestito da 155 milioni di dollari destinato a finanziare il debito, mentre la EnTrans International, un’azienda che produce equipaggiamento per il fracking, ha rimandato la vendita di un bond da 250 milioni di euro: basti dire che gli investitori in obbligazioni di aziende del comparto energetico con rating “junk” stanno affrontando perdite per oltre 11 miliardi di dollari a causa del crollo del prezzo, un qualcosa che fa aumentare i timori sulla capacità di molte compagnie di onorare le proprie scadenze e che ha già fatto salire i costi del finanziamento ai massimi dal 2010. Tanto più che il settore comincia a patire anche in Borsa, con un calo del 7,3% quest’anno che lo incorona unico perdente tra gli 11 gruppi settoriali della piazza statunitense, oggi ai massimi storici.

E il danno è anche peggiore per i sottosettori, con i trivellatori di gas e petrolio calati del 43,1% e i titoli legati all’esplorazione giù del 10%, mentre le compagnie energetiche small-cap quotate sull’S&P 600 hanno perso il 35%. Ma in questo caso a Wall Street si stanno già drizzando le antenne, poiché se il calo del prezzo del petrolio ha solide radici nei fondamentali - crescita globale stagnante e competizione tra shale e altre fonti -, la storia ci insegna che le compagnie energetiche hanno reazioni a volte molto violente, visto che già in passato si era arrivati ai livelli attuali, ma nei 12-24 mesi seguenti si sono registrati rimbalzi anche di notevole entità, stando almeno a valutazioni di Sam Stovall, capo strategia per l’azionario Usa alla S&P Capital IQ.

Per Stovall, «abbiamo assistito a livelli simili altre sei volte per quanto riguarda i titoli energetici e in cinque casi la reazione nei dodici mesi successivi ha sempre portato a return positivi, con l’unico caso negativo che ha implicato una perdita frazionale dello 0,1%. Il guadagno medio è stato del 13,45%, quasi il livello della performance dell’indice S&P 500». E i risultati sono stati ancora maggiori per le small-caps, visto che nel periodo dei dodici mesi il benchmark è stato battuto del 24,2% e nei due anni addirittura dell’81%. Insomma, per Stovall «è comprensibile che alcuni investitori nel settore stiano pensando di bloccare le loro perdite e abbandonare il campo finché hanno ancora del denaro. Dall’altra parte, però, ci sono gli opportunisti che cominciano a pensare che a questi prezzi sia ora di comprare: le significative sottoperformance di questi indici energetici rispetto al loro benchmark nel quadro storico degli ultimi 25 anni potrebbero quindi offrire della ragioni per essere più costruttivi che distruttivi per quanto riguarda le detenzioni di quei titoli».

Insomma, l’unico dubbio non è se cominciare a comprare beneficiando della sell-off, ma quando cominciare: occorre azzardare un pronostico sul floor del prezzo del petrolio, ovvero del livello massimo di calo raggiunto il quale si può solo risalire e quindi operare su un range di prezzo per il trading. Anche perché, qualcuno potrebbe anche azzardare altro, ovvero accumulare posizioni sul calo nella speranza che l’economia globale cominci a ripartire il prossimo anno, spingendo al rialzo la domanda, grazie ancora all’intervento aggressivo delle banche centrali. Il crollo del prezzo del petrolio rappresenta quindi l’alibi che la Fed stava aspettando per riattivare ancora per un pochino, magari con acquisti più limitati nell’ordine di 45 miliardi al mese, la pressa della stamperia?

È presto per dirlo, ma con l’aumento dei tassi che sembra allontanarsi almeno fino all’ultimo trimestre del 2015, un blitz di primavera potrebbe essere tutt’altro che da escludere. Tanto più che, come vi ho dimostrato con il dato del Pil del terzo trimestre di quest’anno, a Washington sono bravissimi a fabbricare cifre e percentuali ad hoc per le proprie necessità contingenti.

 

© Riproduzione Riservata.