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ITALIA BACCHETTATA/ Così Germania e Bce "affossano" Roma

Pubblicazione:martedì 9 dicembre 2014

Angela Merkel Angela Merkel

Il Cancelliere Merkel bacchetta Francia e Italia per il ritardo nell’intraprendere la strada delle riforme. Secondo il presidente del consiglio tedesco, “la Commissione ha ribadito che quanto presentato sul tavolo fino a ora non è sufficiente, parere che io condivido”. A stretto giro la risposta del governo italiano, affidata al sottosegretario Sandro Gozi, il quale ha chiesto rispetto e ha criticato a sua volta la Germania per il fatto di non essersi ancora adeguata alle regole europee per quanto riguarda il surplus commerciale. Quindi il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaeuble, ha cercato di aggiustare il tiro: “L'Italia ha appena approvato una impressionante riforma del mercato del lavoro, e anche la Francia sta accelerando le riforme”. Schaeuble ha poi aggiunto che Roma e Parigi “sono sulla via giusta”. Ne abbiamo parlato con Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma.

 

Ha ragione la Merkel a bacchettare Italia e Francia?

Assolutamente no, i cattivi risultati economici in Europa sono responsabilità di tutti a partire dalla Bce. Il rapporto debito/Pil italiano l’anno prossimo aumenterà almeno del 4%, e sarebbe cresciuto soltanto dell’1% se la Bce avesse garantito l’inflazione al 2%. Almeno 3 punti sono da addebitare alla Bce che non ha seguito quella politica di espansione monetaria che è stata adottata dagli Stati Uniti ben sei anni fa. Siamo in gravissimo ritardo e la colpa è della Bce. A ciò si aggiungono serie responsabilità da parte della Germania, che secondo le regole europee non avrebbe dovuto mantenere un surplus commerciale superiore al 6% del Pil.

 

Quali sono invece le responsabilità italiane?

Le responsabilità italiane sono molteplici, e sintetizzabili nei cosiddetti “50 spread tra Italia e Germania”. Dobbiamo colmare il divario in termini di durata delle cause civili e migliorare la diffusione della banda larga e l’istruzione. Bisogna anche capire che alcuni cambiamenti richiedono tempi lunghissimi, per esempio il divario di scolarizzazione per essere colmato richiederà degli anni. Ciò su cui più rapidamente dobbiamo e possiamo intervenire è la riforma della burocrazia, della giustizia e della lotta alla corruzione. Su questo dobbiamo accelerare i nostri impegni, e lo stesso monito della Merkel ci deve stimolare e spronare a fare in fretta.

 

La risposta del sottosegretario Gozi alla Merkel è quindi solo una scusa per non fare la nostra parte?

No. Se vogliamo essere obiettivi, l’attuale situazione economica è stata causata da un concorso di responsabilità da parte di Italia, Germania e Bce. Sarebbe stato molto meglio se Germania e Bce avessero fatto la loro parte, combattendo la deflazione e stimolando gli investimenti attraverso una politica fiscale espansiva. Oltre al lavoro che attende i singoli Paesi nazionali, ci sono alcune questioni fondamentali rispetto a cui l’Europa è in gravissimo ritardo. Mi riferisco al Quantitative easing della banca centrale e alla politica di investimenti del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude-Juncker, che è ancora del tutto insufficiente in quanto a risorse messe in campo.

 

Lei intravvede dei segnali che registrano un cambiamento di tendenza?


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COMMENTI
09/12/2014 - Non tutte le donne del mondo affossano. (claudia mazzola)

Ieri guardavo la mia mamma e mia sorella. Sono un grande esempio per me. Donne come loro non ne conosco, danno tutto per gli altri. Anzi una ne conosco: non è la Merkel, è la Vergine Maria. Dio benedica l'Italia!