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SPILLO/ Moneta e politica, l'errore che ha reso l'Europa "serva" della finanza

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Questa volta occorre occuparci anche di politica. Purtroppo è inevitabile, soprattutto dall’inizio di questa crisi, poiché la latitanza della politica ha lasciato tanto spazio ad altri poteri, soprattutto finanziari. E così ci tocca commentare quanto sta accadendo in Ucraina. Perché il fatto notevole è che dal presidente della Commissione Ue Juncker è arrivato l’augurio che in Ucraina si adotti un modello già adottato in Germania in occasione dell’unificazione. Allora i posti chiave del potere vennero presi da esponenti della Germania Ovest per condurre al meglio le privatizzazioni necessarie al rilancio dell’economia. Questa era la spiegazione, ma il risultato fu il saccheggio dei beni di Stato da parte di speculatori della Germania Ovest, senza alcun beneficio reale per la popolazione.

Quella di Juncker poteva sembrare un’ingerenza eccessiva nei confronti di uno Stato sovrano, ma il presidente ucraino Poroshenko ha prontamente colto il suggerimento: ha nominato tre ministri stranieri, selezionati dalla Renaissance Foundation dello speculatore George Soros, che ha speso 80 mila dollari per incaricare le ditte americane Pedersen & Partners e Korn Ferry di selezionare i candidati adatti a tali compiti.

Così Natalia Jaresko, nata e cresciuta negli Usa da immigrati ucraini e proprietaria del fondo d’investimento Horizon Capital, è stata nominata ministro delle Finanze. Avendo lavorato a lungo per il Dipartimento di Stato Usa, sembra il personaggio giusto per promuovere gli interessi stranieri.

Al ministero dello Sviluppo economico e del Commercio è andato il lituano Aivaras Abramovicus, banchiere d’affari e gestore del fondo d’investimento East Capital. Al ministero della Sanità è andato il georgiano (ma formatosi negli Usa) Alexander Kvitashvili. Alcuni commentatori hanno affermato che da questa tornata di nomine la grande sconfitta è l’Europa. Come dargli torto? Poroshenko sembra intenzionato a fare di tutto per scatenare una guerra con la Russia: questo rientra nei nostri interessi?

Quello che invece occorre chiedersi è quale Europa è stata e continua a essere sconfitta (o politicamente e finanziariamente serva degli interessi americani). Perché questa non è l’Europa originaria, quella pensata e voluta nel primo dopoguerra da De Gasperi, Schuman e Adenauer, noti per essere definiti come padri dell’Europa. Questa Europa che oggi ha preso il potere (dal Trattato di Maastricht in poi) è l’Europa federalista ideata dal massonico centro di influenza Royal Institute of International Affairs (Riia), la cui emanazione in Italia è l’Istituto affari internazionali (Iai), fondato nel 1965 su iniziativa di Altiero Spinelli.


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