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IL CASO/ La sentenza tedesca che ha "cancellato" la parola "popolo" dall'Europa

I Governi sono sempre di più in difficoltà nel far accettare quest’Unione europea alle opinioni pubbliche nazionali. PAOLO RAFFONE ci spiega perché. Primo di due articoli

Il Parlamento europeo (Infophoto) Il Parlamento europeo (Infophoto)

Sull’Unione europea, una prima constatazione che si può fare è che è uno spazio a geometrie variabili, sia dal punto di vista degli obiettivi, sia per le modalità di funzionamento, sia per la deroga alla partecipazione di taluni Stati membri. Infatti, non è più possibile descrivere l’Europa come un sistema coerente per costruire quello “sviluppo armonioso” che dai Trattati di Roma al Teu (Trattato sull’Unione europea) ne caratterizzava l’esistenza. Nel tentativo di garantire la coerenza, almeno formale, sull’insieme dei testi giuridici europei e internazionali che costituiscono il corpus europeo, è stata attribuita una singola competenza giurisdizionale alla Corte europea di Giustizia. Tuttavia, sebbene finora non siano emerse liti giuridiche sostanziali sull’incoerenza tra i testi giuridici europei, è sul piano operativo e politico che l’Unione europea, come insieme istituzionale, esplicita un rapporto distonico con i suoi Stati membri.

Questi ultimi sono sempre di più in difficoltà nel far accettare quest’Unione europea alle opinioni pubbliche nazionali. L’incoerenza tra i principi, gli obiettivi e i metodi dell’insieme istituzionale europeo sta erodendo velocemente lo spirito europeista anche nelle collettività che tradizionalmente lo avevano più fortemente sostenuto.

Le diverse geometrie istituzionali dell’Unione europea sono percepite dalle opinioni pubbliche e generano sentimenti forti, tra delusione e rigetto del progetto europeo nel suo insieme. Infatti, pur se con qualche semplificazione, non sfugge alle opinioni pubbliche europee che l’Unione europea agisce su tre direttrici parallele: Integrazione e Armonizzazione; Omologazione e Consolidamento; Cooptazione e Ristrutturazione.

Principalmente per il mercato interno, l’approfondimento dell’integrazione e la promozione dell’armonizzazione continua a favorire lo sviluppo del mercato unico, iniziato nel 1986 con l’Aue (Atto unico europeo). Effetti positivi sono anche visibili in settori come l’ambiente, i trasporti, l’industria, le telecomunicazioni, la tutela dei consumatori, la salute, l’istruzione, e la cooperazione giudiziaria e delle forze di sicurezza. Più deboli, ma pur esistenti, ci sono degli effetti positivi in materia di tutela dei diritti civili e sociali, delle minoranze e dei richiedenti asilo, e di commercio internazionale.

In tutti questi ambiti l’Unione europea, seguendo il metodo comunitario, quasi sempre agendo in codecisione tra Consiglio-Parlamento-Commissione, è promotrice di circa il 70% delle legislazioni che sono poi adottate a livello nazionale e sub-nazionale. È in quest’ambito di produzione legislativa che si concentra il lavoro di “pressione” delle lobby industriali e dei gruppi di interesse.


COMMENTI
01/02/2014 - L'Europa (carlo de giuli)

Cosa spendiamo a fare i soldi per le prossime elezioni europee. L'Europa resta solo un continente geografico e nulla più.