BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

5 PER MILLE/ La grande "toppata" di Sergio Rizzo

Pubblicazione:martedì 11 febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 11 febbraio 2014, 8.23

Fotolia Fotolia

TrasparenzaDeve essere migliorata la trasparenza dei dati inseriti sulla rete web. Infatti, spesso, non sono identificabili i beneficiari, a causa dell’assoluta genericità nell’indicazione di essi. Inoltre, non vengono pubblicati i dati aggregati dei contributi ottenuti dagli enti presenti in più elenchi. Infine, per gli enti di sostegno alle attività a favore dei beni culturali e paesaggistici non viene comunicato il contributo ricevuto.

La percentuale degli optanti fra coloro che non presentano la dichiarazione dei redditi è minima e, pertanto, risulta disincentivata la contribuzione al 5 per mille di un rilevante numero di persone, generalmente quelle a più basso reddito. Nessuna scelta è possibile per i milioni di cittadini che non pagano l’Irpef e che, pertanto, sono esclusi da tale forma di partecipazione.

Sussiste un conflitto di interesse di numerosi enti che, anche indirettamente, gestiscono i Centri di assistenza fiscale e sono potenziali beneficiari del 5 per mille.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è stato il solo a sottoporre la gestione del 5 per mille al controllo interno. Tuttavia, la valutazione del risultato appare del tutto autoreferenziale, mancando l’apporto valutativo-correttivo dell’organismo a ciò deputato e il riscontro sull’efficacia dell’intervento.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.