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Economia e Finanza

IDEE/ Così Malpensa può tornare a crescere, senza fermare Linate

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Può allora la chiusura di Linate aiutare Malpensa? A oggi l’aeroporto cittadino è già limitato nell’operatività a 18 slot orari, contro una capacità teorica di 30 movimenti (studio Commissione europea 2004) e un’effettiva di circa 25 slot. L’aeroporto potrebbe quindi sviluppare molto più traffico e sicuramente le compagnie investirebbero molto volentieri. Linate era stato limitato ai tempi dell’accordo Alitalia-Klm, ma qui si parla del secolo scorso.

Per rispondere alla domanda di cui sopra, può bastare ricordare ciò che dicevo insieme a Ugo Arrigo e Carlo Stagnaro in un lavoro dell’Istituto Bruno Leoni: “Nel complesso, i milanesi perderebbero l’attuale rilevante offerta di voli con scalo nei grandi hub europei partendo da un aeroporto collocato nella loro città, senza acquisire significative destinazioni aggiuntive nello scalo di Milano Malpensa. Sarebbe quindi un gioco a somma fortemente negativa”. Bisogna stare attenti a non pensare un aeroporto indipendente dalle compagnie aeree, soprattutto nel momento in cui si pensa a un hub.

Un hub, ripeto, è una struttura creata da una compagni aerea, non è un aeroporto. La compagnia che crede nella creazione di un nuovo hub deve mettere sul piatto un investimento di 4 miliardi di euro e non certo aprire solamente qualche rotta europea. Personalmente, con la concorrenza delle low cost - Easyjet su Malpensa e Ryanair su Bergamo con Ryanair - vedo poco spazio per un grande vettore europeo per ricreare un sistema hub and spoke. Ci ha provato timidamente Lufthansa con il progetto Lufthansa Italia, fallito velocemente pochi anni orsono, e a oggi è difficile trovare una compagnia aerea europea che abbia la capacità di investire così pesantemente.

Togliere le limitazioni a Linate e favorire gli accordi bilaterali a Malpensa invece va nella direzione di agevolare l’aumento di traffico. È una misura che migliora l’attrattività degli scali e favorisce l’investimento delle compagnie straniere per cercare di sviluppare il traffico punto a punto e riportare Malpensa ben sopra i 20 milioni di passeggeri l’anno.

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COMMENTI
06/03/2014 - / Così Malpensa può tornare a crescere (alberto servi)

Mi sembra azzeccata la definizione di HUB. Del calo dei volumi di traffico dai 24mila movimenti del 1997 dobbiamo ringraziare Spinetta,quello dell`AirFRANCE nonche`membro del consiglio dell`Alitalia,poi Ryanair e i tanti Sindaci che hanno contrastato con successo il piano Burlando/Cempella(2000)e le consorelle per garantirsi il passeggero italiano nei loro voli intercontinentali dagli HUB di Parigi, Francoforte,Londra;si da`il caso che il revenue ovvero il guadagno nel Trasporto aereo lo si ha principalmente nei voli intercontinentali.Si da` anche il caso che i passeggeri feeded/trasportati dall`Italia a Parigi per essere poi scaricati negli angoli piu`lontani del mondo siano stati milioni. Lo sanno tutti meno che i responsabili del Tesoro ex-proprietario, gli AADD parvenu succedutisi nella Compagnia di bandiera, quella che fu. I Sindaci per volere l`aeroporto di campanile pagando profumatamente le low cost per ogni toccata con i soldi del contribuente. Il disagio del passeggero che da Catania deve andare a Sydney o Johannesburg e per farlo deve transitare per Parigi o Londra mi pare evidente. Fiumicino non e`rappresentativo perche`lontano dal 7o% del traffico nazionale rappresentato da Malpensa. Dati 2ooo.Con buona pace del Prof. M.Ponti.