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IDEE/ Così Malpensa può tornare a crescere, senza fermare Linate

In questi giorni si è tornati a parlare di Malpensa e della possibilità che Linate rappresenti un ostacolo per il suo sviluppo. Il commento di ANDREA GIURICIN

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La proposta del presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, di aprire al traffico entrambi gli aeroporti milanesi in occasione dell’Expo 2015 ha aperto un vivo dibattito su un tema molto sentito in Regione Lombardia. Malpensa ha registrato un calo di traffico negli ultimi anni di quasi 6 milioni di passeggeri rispetto al picco massimo raggiunto nel 2007, quando se ne movimentavano circa 23,7. La diminuzione è stata dovuta in un primo momento al dehubbing di Alitalia e successivamente all’incapacità della gestione aeroportuale di saper attrarre nuovo traffico.

Forse pochi ricordano che il “Piano Prato” del settembre del 2007 ha previsto la focalizzazione della vecchia compagnia di bandiera solo sullo scalo di Fiumicino, perché di fatto era impossibile potere mantenere due hub in un mercato come quello italiano per una compagnia di piccole dimensioni come Alitalia. La compagnia nel giro di soli due anni ha ridotto il traffico da oltre 11 milioni di passeggeri a circa 1,5 milioni e ora Alitalia su Malpensa conta meno del 10% del traffico totale e un quarto di quanto invece conta la low cost inglese Easyjet.

In molti pensano che un hub sia semplicemente un grande aeroporto, dimostrando di non sapere di cosa si parla. In realtà, l’hub è creato da una compagnia aerea e può esistere solamente se c’è una compagnia che punta su un determinato scalo con una flotta di aerei a lungo raggio. Il sistema hub and spoke infatti prevede l’alimentazione dell’aeroporto con voli secondari per portare passeggeri che successivamente ripartono per destinazioni a lungo raggio.

Questo sistema esiste solo laddove vi è una compagnia in grado di sviluppare volumi di traffico importanti con un investimento nella flotta per diversi miliardi euro. Alitalia non ha i soldi per farlo e Malpensa deve trovare sul mercato un partner che sia in grado di sviluppare questa tipologia di traffico. Chi può creare questo sistema investendo miliardi di euro? Innanzitutto deve essere una compagnia europea, perché non è possibile per un operatore extra-Ue poterlo fare. Ma forse è bene prima rispondere a una domanda più generale: chi ha la volontà e si fida a investire miliardi di euro in Italia?

Come ben sappiamo gli investimenti esteri non sono ben visti da molti italiani e non si può dire che i governi abbiano dimostrato una forte propensione all’arrivo di capitali stranieri che possano creare occupazione sul territorio. Ora, chi si dice contro gli investimenti diretti esteri forse dovrebbe abbassare il tono di voce e sperare che qualcuno investa i miliardi di euro necessari per Malpensa.


COMMENTI
06/03/2014 - / Così Malpensa può tornare a crescere (alberto servi)

Mi sembra azzeccata la definizione di HUB. Del calo dei volumi di traffico dai 24mila movimenti del 1997 dobbiamo ringraziare Spinetta,quello dell`AirFRANCE nonche`membro del consiglio dell`Alitalia,poi Ryanair e i tanti Sindaci che hanno contrastato con successo il piano Burlando/Cempella(2000)e le consorelle per garantirsi il passeggero italiano nei loro voli intercontinentali dagli HUB di Parigi, Francoforte,Londra;si da`il caso che il revenue ovvero il guadagno nel Trasporto aereo lo si ha principalmente nei voli intercontinentali.Si da` anche il caso che i passeggeri feeded/trasportati dall`Italia a Parigi per essere poi scaricati negli angoli piu`lontani del mondo siano stati milioni. Lo sanno tutti meno che i responsabili del Tesoro ex-proprietario, gli AADD parvenu succedutisi nella Compagnia di bandiera, quella che fu. I Sindaci per volere l`aeroporto di campanile pagando profumatamente le low cost per ogni toccata con i soldi del contribuente. Il disagio del passeggero che da Catania deve andare a Sydney o Johannesburg e per farlo deve transitare per Parigi o Londra mi pare evidente. Fiumicino non e`rappresentativo perche`lontano dal 7o% del traffico nazionale rappresentato da Malpensa. Dati 2ooo.Con buona pace del Prof. M.Ponti.