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PRIVATIZZAZIONI/ Le nomine che porteranno Renzi al rinvio

Pubblicazione:lunedì 17 febbraio 2014

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È prematuro anticipare cosa farà il nuovo Governo a guida di Matteo Renzi. Secondo le informazioni che trapelano, la partita sarebbe affidata al deputato Angelo Rughetti, a lungo Segretario Generale dell’Anci e considerato, a torto o a ragione, gran sostenitore del “capitalismo municipale”. Comunque, l’attenzione di Rughetti sarebbe concentrata ora non tanto sulle privatizzazioni, quanto sui rinnovi delle cariche nelle grandi partecipate pubbliche.

In effetti, il tema delle privatizzazioni si sta intrecciando con quello di circa 600 cariche in scadenza in enti e società a partecipazione pubblica. Saccomanni ha dato incarico a due imprese internazionali di “cacciatori di teste” di cercare canditati con le qualifiche appropriate in tutti gli Stati dell’Unione europea. Inoltre, un comitato di tre saggi di alto spicco avrebbe vagliato il lavoro dei “cercatori di teste” ed esaminato in particolare l’onorabilità dei potenziali candidati.

Rughetti avrebbe in mente una strada differente: un’agenzia “indipendente” alla quale affidare il compito di valutare il patrimonio netto delle aziende al 31 dicembre 2013 e confrontarlo con il valore che avevano a inizio mandato, nonché identificare conflitti di interesse passati e presenti. Queste informazioni dovrebbero essere messe a disposizione di una commissione composta da due rappresentanti del governo, due rappresentanti delle commissioni Bilancio di Camera e Senato e tre rappresentanti dei consumatori. Senza entrare nel merito di questa procedura (rispetto a quella già in corso), sembra evidente che comporterà tempi piuttosto lunghi - mentre le 600 cariche sono in scadenza tra aprile e maggio e la normativa sulla “prorogatio” prevede un termine di 45 giorni.

L’accavallarsi della “ondata” di nomine con le privatizzazioni, potrebbe fare sì che le seconde subiscano rinvii. O più esattamente che vengano realizzate unicamente la cessioni di quote (di minoranza) di Poste ed Enav.

È il caso di stappare bottiglie di champagne? Indubbiamente dato che il Governo Monti non è riuscito a privatizzare neanche l’Ente Ufficiali in Congedo. Ma si tratta di vere privatizzazioni se le burocrazie statali (e le correnti politiche) mantengono il controllo? Inoltre, senza unbundling, Poste continua ad assomigliare a un coreano chaebol. Ed Enav è un monopolio tecnico.

Quindi, siamo alle prese con privatizzazioni finte o, al meglio, “desaparecide”. È comunque “desaparecido” il Comitato per le Privatizzazioni, istituto con quel decreto legge “Salva Roma” che ha avuto maligna sorte.



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COMMENTI
17/02/2014 - domanda semplice (Diego Perna)

Con il Fiscal compact saremo costretti a ridurre di 50 Mld l' anno il debito pubblico, cosa credo non sará possibile fare. Sono cifre che non si sa quasi quanti sono gli zeri per scriverli, e noi continuiamo invece a discutere su privatizzazioni che, una tantum, daranno un gettito molto inferiore a quanto servirebbe anno x anno per i prossimi decenni. Si parla di tanti problemi tranne di quelli veri, in politica ad esempio é normale, si cambiano i premier, si fanno nuovi partiti, vedi Ncd, isi scrivono tantissimi articoli, ecc. Ma nessuno affronta realmente ció che sarebbe necessario. Secondo voi, sino a quando puó durare una farsa simile?