BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Renzi-Berlusconi, "l'accordo" che piace ai mercati

Pubblicazione:martedì 18 febbraio 2014

Infophoto Infophoto

So già cosa penserete dopo aver letto la prossima frase: Bottarelli è paranoico. Non lo escludo, ma quando vedo il prezzo dell’oro sfondare quota 1327,30 dollari l’oncia, ai massimi da tre mesi e mezzo e con un guadagno di 8 dollari l’oncia in apertura di contrattazioni, mi vengono i brividi. Perché mentre il mondo ha fatto sparire dalle pagine dei giornali - non che ci fossero restate per molto - la crisi dei paesi emergenti e il “taper” della Fed, qualcuno sta ammassando posizioni sul bene rifugio per antonomasia, quello che tesaurizza le aspettative di crisi. E questa volta non è un corner, non è una pratica speculativa: si comincia a temere. Vi dico questo perché vedo un po’ troppo entusiasmo in giro, soprattutto in Europa. Entusiasmo che, vi assicuro, nelle sale trading non c’è.

Certo, finché il rally va si resta in giostra, ma il fatto che la Grecia potrà contare su un avanzo primario doppio rispetto all’obiettivo previsto mi fa pensare a due cose. Primo, stanno di nuovo truccando i conti. Secondo, stanno massacrando il Paese per ottenere quell’avanzo in modo da dire addio al pagamento degli interessi a scadenza a maggio, facendo di fatto default tecnico. La voce, che non tiene conto del pagamento degli interessi, dovrebbe superare gli 1,5 miliardi di euro contro le previsioni dello scorso novembre di 812 milioni. Un risultato ottenuto grazie ad anni di tasse in crescita - come possano crescere le tasse in un Paese con il record di disoccupati, pignoramenti, bollette non pagate e quant’altro è un mistero tutto ellenico - e tagli di spesa richiesti dai creditori internazionali per riuscire a ottenere 240 miliardi di euro in due piani di salvataggio combinati. Guarda caso, la Grecia potrà metter mano a questo surplus non prima di aprile, quando l’Eurostat certificherà i dati: gli 11 e rotti miliardi di interessi da pagare sui titoli scattano a maggio.

Venendo all’Italia, il quadro non cambia, è sempre una sciarada. Ieri era il giorno di Matteo Renzi al Quirinale, dove ha ricevuto e accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo. La Borsa di Milano era partita in rialzo, ma più che altro per l’effetto dell’upgrade di Moody’s dell’outlook sul nostro debito, che ha fatto calare lo spread a 191 punti base e poi è restata guardinga per tutta la durata del colloquio. Oltre un’ora, al termine del quale Renzi ha di fatto reso nota una sorta di road map di quelli che sarebbero gli obiettivi dei primi tre mesi di governo ma anche fatto intendere che il percorso è ancora lungo e che una soluzione lampo per la creazione dell’esecutivo è da escludere.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
18/02/2014 - Bentornato! (Giuseppe Crippa)

Molto interessante - e piacevole - rileggere Bottarelli dopo qualche giorno di astinenza nell'inedita veste di notista di politica italiana (oltre che greca). Sono convinto che le sue previsioni in questo campo si riveleranno più azzeccate di altre formulate recentemente in campo economico, quale per esempio quella della prossima diminuzione del prezzo del petrolio.