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Economia e Finanza

PROGRAMMA RENZI/ Campiglio: spesa, l'Ue sfida già il nuovo premier

Olli Rehn (Infophoto)Olli Rehn (Infophoto)

Certamente la riduzione dei privilegi è un segnale importante che va perseguito. Altra cosa è se questo segnale importante che comunque farebbe al Paese legittimasse il taglio anche di ciò che privilegio non è. Tanto per essere chiari…

 

Prego.

Se le ipotesi che vengono fatte riguardano una qualche forma di imposizione patrimoniale, o forme di ulteriore congelamento dei redditi da lavoro e da pensione in modo indifferenziato, se questo fosse un esito della spending review, il sicuro beneficio di un possibile aumento degli investimenti sarebbe in una certa misura ridimensionato. Per questo si tratta di fare un lavoro di cesello. Ce la faranno i nostri eroi? Non lo so.

 

Il calo dello spread, che ha abbassato il costo di rifinanziamento del debito, potrebbe far pesare di meno il fatto di non poter detrarre gli investimenti dal deficit pubblico?

No, non credo. O meglio, se si fa un’analisi seria della situazione non credo. Proprio perché la nostra è una situazione di sostanziale stagnazione, anche sul piano puramente formale e statistico. Se considerassimo il Pil o il Pil pro capite ma ancora più correttamente il reddito disponibile per famiglia scopriremmo che la situazione è, se non negativa, di sostanziale stasi, di stagnazione. In questo modo ci stiamo allontanando dai paesi che continuano a crescere, cioè in buona sostanza stiamo diventando un po’ più poveri.

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COMMENTI
22/02/2014 - Ue e renzi (delfini paolo)

Paradossalmente Italia e Grecia sono i servitori più ossequiosi ed integerrimi della ue e della bce.Sindrome di Stoccolma o malafede?