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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Draghi-Germania, un nuovo scontro si avvicina

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

E lo spread? In calo, quello italiano a 189 punti base (non succedeva da due anni e mezzo di andare sotto quota 190, questo Renzi è davvero un portento), quello spagnolo addirittura a 183. Il perché è presto detto. Sempre ieri, infatti, il Tesoro iberico ha collocato buoni a 6 e 12 mesi per 4,52 miliardi di euro, leggermente al di sopra dell’importo massimo previsto, piazzando titoli a 6 mesi per 930 milioni di euro, a fronte di una domanda pari a ben 5,9 volte l’offerta, a un tasso dello 0,382%, da confrontare con lo 0,510% dell’asta precedente. Sono stati poi collocati titoli a 12 mesi per 3,594 miliardi di euro a un rendimento dello 0,618% (0,726% nell’asta precedente), a fronte di una domanda pari a 2,5 volte l’offerta. Stiamo parlando dei minimi storici! Boh, forse non ho visto le ultime stime che danno la Spagna al 4,5% di crescita quest’anno, devono essermi sfuggiti.

Ironia a parte, perché da ridere c’è davvero poco, in questi giorni di consultazioni e scherzi telefonici stanno accadendo cose di fondamentale importanza per il futuro dell’Ue, cose che però la grande stampa non avrà il tempo o la voglia di dirvi, presa com’è a fare il toto-ministri, manco fosse la vecchia cara schedina della Sisal. Come vi dicevo prima, l’indice sulle condizioni correnti dello Zew in forte crescita sembra confermare un intervento a breve della Bce, quindi il disvelamento di quel mitologico bazooka di cui finora abbiamo solo sentito parlare. Ma se la Corte tedesca ha preso tempo fino ad aprile per pubblicare il suo verdetto sulla sua liceità, Draghi avrà la forza di bypassarla - visto che trattasi di giudizio di un organo istituzionale di un solo Paese, quindi ritenibile come non vincolante per l’intera Unione - e comprare se servirà?

I tassi ai minimi storici dei bond spagnoli di ieri ci suggerirebbero di sì, ma attenzione, perché un solo giornale al mondo ha reso nota ieri la posizione della Bundesbank al riguardo e non era europeo, bensì il Wall Street Journal. E quale sarebbe la scelta della Buba al riguardo, tramutatasi nei fatti in un annuncio anticipato di quanto sapremo a marzo? Fine delle aste di sterilizzazione per gli acquisti di bond da parte della Bce attraverso il programma Smp, di fatto ancora attivo solo perché l’Omt non è mai nato davvero, ma con un limitato potere di fuoco negli acquisti. Sarcastica la motivazione con cui l’istituto diretto di Jens Weidmann ha dato il via libera a questa così generosa concessione: «Stabilizzare i mercati monetari e cementare la volontà della Bce di mantenere una politica monetaria ultra-espansiva».

Peccato che una tale scelta, precluda due cose. Primo, ci fa capire che l’Omt verrà bocciato dalla Corte di Karlsruhe e a quel punto Berlino riterrà quel giudizio vincolante, ponendo il veto nel board dell’Eurotower, alla faccia dell’Ue e della non specificità dei vari membri. Secondo, che si toglie dal tavolo dei mercati l’aggettivo “illimitati” per gli acquisti di bond utilizzato da Mario Draghi quando disse che avrebbe fatto tutto il necessario per salvare l’euro. Come dire agli speculatori, avanti che tra poco c’è posto. Finora i tedeschi stanno mandando solo segnali in codice ma sono segnali pesanti che se dovessero essere recepiti non come tali ma come fatti dai mercati, potrebbero causarci guai molto seri: altro che i minimi storici dei bond iberici. Insomma, c’è poco da stare rilassati, nonostante gli indicatori finanziari sembrino parlare la lingua del paradiso terrestre.