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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. La "guerra" di monete che mette in crisi l'Italia

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La prima è stata nel 2008, con Lehman, e ha riguardato il debito delle banche. La seconda si è verificata nel 2011 con la Grecia e riguardava il debito pubblico. Queste due tappe è come se avessero tolto i due tappeti che nascondevano il problema del debito, facendo vedere tutto lo schifo che era stato nascosto.

 

Può essere una soluzione quella del ministro degli Esteri olandese che propone un’Europa più leggera?

Assolutamente no. L’Europa è già leggerissima. Mi spiego. In termini di trasferimenti fiscali, come ci sono anche Italia tra regioni ricche e regioni povere o anche negli Stati Uniti con il bilancio federale, l’Europa dovrebbe essere molto più pesante. Vale a dire i paesi ricchi, o che si sono arricchiti grazie a questa situazione, dovrebbero, mediante trasferimenti interni, pagare cifre molto più alte tramite il bilancio federale rispetto a quello che pagano adesso. Non dimentichiamo che il bilancio dell’Europa, rispetto al bilancio dei singoli stati membri è qualcosa come l’1%.

 

In questo caso l’Italia ne beneficerebbe?

L’Italia non ha mai preso un centesimo dalla Germania, nemmeno dalla Francia. Ha solo pagato, perché è sempre stata contributore netto per tutte le politiche europee. In realtà, non è la leggerezza che può risolvere i problemi dell’Europa. Perché non esiste autonomia vera nei bilanci statali se non c’è sovranità monetaria. Paradossalmente...

 

Paradossalmente? 

Se noi potessimo spendere e spandere, se domani ad esempio abolissimo Fiscal compact, pareggio di bilancio e tutte queste cose che ci hanno imposto, facendo, mettiamo il caso, il 20% di deficit o cose di questo tipo, i soldi scapperebbero ancora più velocemente dall’Italia.

 

Perché?

Il denaro che tornerebbe in circolo, facendo sembrare che le cose vadano meglio, in realtà verrebbe speso per comperare prodotti stranieri. Torniamo a quello che dicevano prima: il problema è che la nostra moneta è troppo forte e quella della Germania troppo debole. Quindi i suoi prodotti sono troppo convenienti e i nostri invece non lo sono. Quindi le loro fabbriche prosperano mentre le nostre chiudono. Praticamente se ci mettessimo a spendere troppo in questo momento faremmo una riedizione dei primi anni, dove dietro un apparente miglioramento si nascondeva un ulteriore indebolimento.

 

Quale potrebbe essere la soluzione allora?

L’unica soluzione possibile, nonché plausibile, rimane il recupero della sovranità monetaria. In alternativa ci sarebbe quella dei trasferimenti interni, che però non è plausibile perché la Germania non solo non pagherà per noi, ma pretende ulteriore denaro da noi. Scartata quell’ipotesi rimane solo ed esclusivamente il recupero della sovranità monetaria. Traduco: il ritorno della valuta nazionale. 

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COMMENTI
04/02/2014 - la guerra (luisella martin)

Leggendo i commenti ho avuto l'impressione di non essere la sola a non avere capito del tutto le argomentazioni del professore universitario. Quando c'é la guerra, qualunque guerra, anche quella solo di monete, ci sono vittime ed aggressori. Perché la guerra finisca con la pace (e non solo con lo scambio tra vittime e aggressori, quasi tutti inconsapevoli)il popolo deve avere ben chiaro cosa non va, cosa é necessario fare subito perché finalmente "scoppi" la pace. Mi sembra che solo gli addetti ai lavori abbiano capito ciò che é avvenuto in Italia con l'introduzione dell'euro e ciò mi preoccupa molto perché alle prossime elezioni andremo a votare per l'Europa, senza sapere chi votare. Infatti la guerra é una cosa seria e non si sceglie di appoggiare una parte o l'altra solo per simpatia o per abitudine, o per dispetto. Propongo che questi argomenti siano spiegati con disegni, grafici, ideogrammi, vignette, drammatizzazioni (come fanno a scuola i bravi insegnanti) sui giornali e nei salotti televisivi. Se i partiti politici volessero il bene del popolo e non solo il loro, farebbero questo tipo di informazione verso i cittadini anche nelle loro sedi, club o circoli come vogliono chiamarli. In democrazia qualche volta anche dare la canna da pesca, invece del pesce,non basta; bisogna fornire allegato alla canna l'equipaggiamento e un buon libretto di istruzioni!

 
03/02/2014 - la via maestra e la scorciatoia (antonio petrina)

Se la "via maestra" rimane l'UE, la scorciatoia non può essere quella di uscire dall'euro perchè la Germania ha speso 40 miliardi in titoli tossici greci (IL sussidiario,Di Taranto ,29/12/2013) e l'Italia, per scopi mutualistici e senza soldi, ha aiutato con 50 miliardi i Pigs (Il sussidiario ,Deaglio,15/01/2014),aumentando il proprio debito pubblico che però nel terzo trimistre 2013 è calato di o,4% (Eurostat,22/01/2014) e quindi il Premier Letta insite giustamente sulla terza gamba dell'unione è cioè la crescita! Cui prodest uscire dall'euro?

 
02/02/2014 - Sì via da euro ma la vedo dura e Bankitalia? (Carlo Cerofolini)

Condivido l'idea di ritornare alla vecchia lira, però gli italiani dovrebbero essere convinti che questa è l'unica via percorribile per salvarci dalla rovina, e già qui la vedo dura, anche se le prossime elezioni europee potrebbero dare il la, dopodiché sicuramente i partiti seguirebbero. Inoltre poi come la mettiamo con l'avvenuta conversione in legge del DL relativo a Bankitalia, che di fatto non ci rende più - come Nazione - "proprietari" dell'istituto di emissione?