BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ La mossa Usa che lascia le nostre banche "all'asciutto"

Pubblicazione:giovedì 20 febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 21 febbraio 2014, 0.37

Infophoto Infophoto

Se infatti i due grandi portatori d’ossigeno del gigante indebitato Usa cominciano a tirare i remi in barca e vendono, come mai le detenzioni estere totali di debito Usa sono salite sempre a dicembre, da 5716,9 miliardi di dollari a 5794,9 miliardi di dollari? Intuitivo, qualcuno ha comprato e ovviamente, come accaduto a me prima di vedere fino in fondo i documenti, tutti voi starete pensando alla Fed, la quale sta ingurgitando carta ormai da anni e non si sarà fatta particolari scrupoli a entrare sul mercato per acquistare e mettere a stato patrimoniale. Sbagliato. Il grafico a fondo pagina, vi dice esattamente chi è stato a comprare debito Usa con il badile a dicembre: il Belgio. Ovvero, l’Europa di fatto, essendone uno Stato membro, anzi quello che ospita al Parlamento europeo e le principali istituzioni. Dunque, quando i creditori di maggioranza - Cina e Giappone - decidono che è ora di alleggerire un po’ il portafoglio, ecco arrivare la munifica Bruxelles che si tramuta nel “cavaliere bianco” degli Usa.

Perché? Quale scambio di favori sta dietro questa scelta senza precedenti, vista anche l’entità degli acquisti compiuti da Bruxelles in un solo mese? Semplice e preoccupante allo stesso tempo: la Fed rivuole i soldi che ha presto alle banche europee sottoforma di riserve in eccesso. Ora. E in questo momento li rivuole acquistando debito, per stabilizzarne la ratio sulle detenzioni estere e non mandare segnali spiacevoli come quelli che intendeva inviare al mondo Pechino. Già, perché lo scorso inizio anno, la montagna di liquidità che la Fed ha messo in circolo non è servita ad altro che a tamponare una serie di default bancari e a far aumentare le scommesse speculative delle banche, mantenendo in piedi il gran casinò del rally borsistico globale. Nonché a fare in modo che le banche comprassero debito sovrano degli Stati, placando gli spread.

E a beneficiare principalmente di questo sono state l’Eurozona e le sue banche. Nella settimana terminata il 27 febbraio 2013, la Fed ha infatti iniettato il record di 99 miliardi di dollari di riserve in eccesso presso banche straniere, quasi tutte europee. Il comunicato H.8 parla chiaro: «Il totale è passato da 836 miliardi al quasi record di 936 miliardi, con una “riallocazione” in forma di contante presso le banche straniere di 99,3 miliardi in una settimana». Inoltre, dei quasi due triliardi (1,884) di contante parcheggiato dalla Fed presso banche Usa e straniere, solo 949 miliardi erano depositati in istituti statunitensi. L’altra metà, 936 miliardi, stava tutta in banche straniere operanti negli Usa, la gran parte europee.

Di più, dei 250 miliardi di dollari totali di nuove riserve create sotto il regime ormai permanente di “allentamento quantitativo”, la gran parte è terminata a banche straniere. Inoltre, colmo dei colmi, a fine dello scorso anno le banche straniere che avevano fino ad allora detenuto riserve in eccesso statunitensi per qualcosa come 1,5 triliardi di dollari, sono anche state pagate con decine miliardi di dollari di interessi per il “parcheggio”, in base all’Interest on Excess Reserves. Ora però la pacchia è finita, il “taper” è iniziato, la Cina scarica debito e la ripresa Usa non è poi così ripresa: la Fed batte cassa.

 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >