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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La mossa Usa che lascia le nostre banche "all'asciutto"

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E l’Europa non può tentennare: primo, perché quei soldi la Fed li ha parcheggiati - pagandoci gli interessi - e non regalati. Secondo, perché la tregua dello spread potrebbe finire in un istante se un grosso fondo Usa decidesse di scaricare tutto ciò che ha acquisto negli ultimi otto-sei mesi. O, peggio, se ci si accorgesse che il carillon sta smettendo di suonare davvero stavolta. Ve l’ho detto mille volte e ve lo ripeto ancora: la realtà non è quasi mai quella che sembra. E la nostra realtà attuale è la più grossa pantomima mai vista: lo spread sarà anche a 190, ma basta guardare il dato delle sofferenze bancarie per capire che c’è il trucco. E che, salvo un miracolo, questo non potrà durare in eterno.

Le banche stanno finendo i soldi un’altra volta e sono esposte alla leva in maniera da far spavento, il rischio del “margin debt” incombe con le ipotesi di correzioni in vista e questo spiegherebbe sia il nervosismo di Mario Draghi, sia l’intemerata di Ewald Nowotny contro la Corte costituzionale tedesca, ma soprattutto il sì della Bundesbank ad acquisti obbligazionari da parte dell’Eurotower senza più sterilizzazione: si compra, si mette a bilancio e si fornisce denaro alle banche. Anche tedesche. Le quali, conviene saperlo, sono tutt’altro che sane.

L’eurosistema è a un bivio, vive ogni giorno non sapendo quale sarà il domani, nonostante gli spread calmi, i mercati in rialzo e i sorrisi di convenienza. C’è poco da ridere, c’è da intervenire. E magari capire con quale meccanismo di back-door funding gli acquisti privati di debito si siano tramutati in detenzioni sovrane, visto che il Belgio ha visto aumentare le sue posizioni sui Treasuries del 44,8% in un anno. Magari comprando quel debito Usa dalle banche belghe o dalle filiali di istituti esteri nel Paese che lo avevano comprato all’epoca con i soldi della Fed o della Bce perché conveniente e che magari oggi stanno boccheggiando e devono rientrare in liquidità. Solo in dicembre, acquisti per circa 40 miliardi di dollari. Ha pagato tutto il Tesoro belga, o magari la Banca centrale del Paese ha ottenuto una linea di credito senza collaterale dalla Bce con cui finanziare l’operazione? Ma queste sono questioni di lana caprina, rispetto alla situazione in cui stiamo precipitando.

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