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GOVERNO RENZI/ Forte: Padoan, un finto tecnico che aumenterà le tasse

Pier Carlo Padoan, nuovo ministro dell'Economia (Infophoto) Pier Carlo Padoan, nuovo ministro dell'Economia (Infophoto)

L’impostazione di sinistra di Padoan lo porta a pensare che le tasse su patrimoni e consumi siano meno dannose per l’economia di quelle su imprese e lavoro. È una tesi viziata dall’ideologia che ritiene importante usare le imposte per colpire il risparmio. Quali siano mai le evidenze empiriche sulle quali fanno leva le tesi di Padoan per me rimane un mistero, ma questa posizione è comunque molto vicina a quella dei consulenti di Renzi. La scelta stessa di tassare le rendite finanziarie è di per sé un campanello d’allarme, anche perché può preludere a un nuovo inasprimento nel campo della tassazione degli immobili. Questa è una delle ragioni per cui è stato scelto Padoan.

 

Quali saranno le conseguenze di questa scelta?

Renzi in questo modo si schiera chiaramente per una politica anti-liberale e contraria all’economia di mercato. Il pensiero di Padoan ha delle componenti keynesiane, ed è proprio un tic di Keynes quello della tassazione dei patrimoni. L’idea di tassare i patrimoni non è però tipica solo di un’impostazione di sinistra, ma anche degli economisti tedeschi secondo i quali gli italiani hanno accumulato troppi risparmi e la classe media deve rinunciarvi almeno in parte. Schierandosi a favore della patrimoniale, Padoan risulta omologato a questa linea. Il mio auspicio è che il neo-ministro si renda conto che, mediante l’aumento dell’Imu, i patrimoni degli italiani sono già stati ampiamente tassati.

 

(Pietro Vernizzi)

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