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PATRIMONIALE/ La tassa renziana che non dispiace agli speculatori

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Il problema di una patrimoniale è che tassa il patrimonio anche se quest’ultimo perde di valore. Un contribuente può quindi avere fatto investimenti pari a 100 milioni di euro due anni fa ed essere rimasto solo con 80 milioni. La patrimoniale è una soluzione estrema e una scelta obbligata quando non si riescono a tassare i redditi. Imu e tassa sui depositi sono inoltre già delle tasse su pezzettini del patrimonio. Un’imposta sul complesso del patrimonio non è però gestibile in via amministrativa, perché a differenza della tassazione sul reddito il prelievo non potrebbe essere effettuato dalle aziende.

 

Quali altri problemi andrebbero affrontati nell’ottica della riforma del Fisco prospettata da Renzi?

La maggior parte del gettito in Italia arriva dalle aziende che fanno da “esattori” per conto dello Stato prelevando ritenute, Iva, tasse sul risparmio e sulla benzina, per un totale di circa 450 miliardi di euro. Dove non arrivano le aziende, il Fisco però non arriva. Il mondo del lavoro privato non vede mai il Fisco in modo sistematico. È difficile vedere i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate per strada a fare domande o valutazioni dettagliate. È anche per questo che le aziende dichiarano meno del dovuto, in quanto i controlli fiscali dovrebbero essere una funzione pubblica erogata dallo Stato come la luce e il gas.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
22/02/2014 - Cerchiamo di essere anche propositivi (Giuseppe Crippa)

Non dovrebbe essere così difficile mettere a punto un meccanismo che nel calcolo della tassazione di un reddito da capitale tenga conto del tempo (e della conseguente inflazione) necessario a generare quel reddito. Perché Raffaello Lupi oltre a sollevare il problema non propone una possibile soluzione?