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IDEE/ Se l’Esselunga può aiutarci a fare leggi migliori

Molti dei problemi dell’economia italiana derivano anche dalla modalità con cui vengono impostata e regolata la macchina amministrativa e le leggi. Il commento di NICOLO’ BOGGIAN

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Spesso la politica e il dibattito pubblico si occupano del “thinking”, ovvero di quali problemi affrontare e con quali risorse, ma ancora raramente il dibattito si focalizza sulla “execution”, ovvero su come la macchina amministrativa, le leggi e i manager pubblici debbano agire per raggiungere gli obiettivi definiti nella fase precedente. Al limite si esaurisce l’argomento con una generica accusa alla cattiva burocrazia che blocca i piani correttamente individuati dai policy makers.

Se questo problema poteva essere trascurabile nell’economia di 30 anni fa e potevamo permetterci di impiegare decine di anni per realizzare un opera o di avere tre volte i costi per realizzarla rispetto ad altri paesi, oggi in un’economia globale l’execution è un fattore strategico di competizione forse più del costo del lavoro o delle materie prime. Ultimo esempio lampante è il pagamento dei debiti della Pa. A distanza di un anno si è scoperto che praticamente i tre quarti dei fondi non sono stati ancora rimborsati alle imprese nonostante le decisioni prese dalla politica in tal senso.

Un elemento importante per garantire efficiente realizzazione dei programmi è la produttività del lavoro, fattore che ci vede come fanalino di coda, anche nel privato, dei paesi Ocse e con un forte peggioramento della nostra condizione negli ultimi 15 anni. Su questo punto spesso abbiamo parlato poi della cattiva selezione della classe dirigente e della corruzione e mancanza di trasparenza che caratterizzano la Pubblica amministrazione, ma si sottovaluta come le prassi ordinarie derivino da alcune questioni di fondo che riguardano come viene impostata e regolata la macchina amministrativa e le leggi.

Perché il lavoro nel pubblico è così poco produttivo? Dipende esclusivamente dalla corruzione e dalla scarsa qualità del management? In parte, ma un fatto forse ancora più importante è il sistema di leggi, regolamenti e procedure di diritto amministrativo e del lavoro tipiche del lavoro pubblico in Italia. Come sono state immaginate queste leggi e perché? Il processo storico che le ha create si basa probabilmente su una situazione iniziale in cui le leggi dello Stato sono state immaginate più per tutelare il potere del “sovrano” che non per offrire un servizio al cittadino. In secondo luogo, la modellizzazione dei servizi, dei controlli e delle procedure, anche quando immaginata in astratto, senza implicazioni politiche, tende a replicare un modello Stato/Potere centrico invece di basarsi su best practices di effettivo successo.

Le domande che dobbiamo porci però sono: siamo sicuri che questo sistema di regole conduca a un utilizzo razionale delle risorse? Il legislatore, a vari livelli, quando stabilisce procedure e regolamenti ha un’esperienza per saper valutare quali siano importanti? Come matura questa esperienza? La riforma più importante che riguarda la nostra economia e lo Stato è quindi quella di capire come si definiscono leggi e procedure per normare l’attività economica e dare un servizio a cittadini e aziende.