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Economia e Finanza

VATICANO E FINANZA/ Il Motu proprio e il "golpe" economico di Francesco

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Questo è il primo paradosso che dobbiamo affrontare: ci sarà un calo delle entrate e un aumento delle uscite. Non solo, finiranno anche i benefici fiscali. In tutto il mondo le istituzioni religiose perderanno i privilegi fiscali di cui hanno beneficiato finora. E finirà anche la remunerazione delle rendite mobiliari e immobiliari di cui fino a ieri la Chiesa beneficiava e che oggi si stanno considerevolmente ridimensionando.

Oggi un investimento senza rischio rende zero, un investimento a rischio è molto volatile, basta vedere cosa succede in borsa. Anche la gestione di un immobile oggi rende meno, primo perché c’è meno domanda di immobili in affitto, secondo perché ci sono molte più tasse.

Qui si pone un problema per la Chiesa: come si sopperisce a una situazione del genere? Come si fa ad aumentare le risorse in modo tale che il processo di evangelizzazione vada avanti? (basti pensare agli sforzi che bisogna fare verso l’Asia, la Cina, l’India, l’Africa, l’America latina...) Vengono richieste più risorse quando ce ne sono meno disponibili. E con molti più vincoli.

Un ministero dell’economia dovrebbe essere orientato a tre cose. Primo, valorizzare tutte le attività economiche, svilupparne di nuove, aumentare attraverso le congregazioni e gli enti le entrate con nuove idee, nuovi modelli di attuazione. Basti pensare per analogia a quello che fa un ministero dell’economia di un Paese come l’Italia. Di cosa si occupa? Del reperimento delle risorse, della gestione e del loro reinvestimento. E da cosa è costituito un ministero dell’economia? Da un ministero delle finanze che impone la tassazione e riscuote, dal ministero dell’economia che alloca queste risorse e da un ministero del bilancio che le amministra. Ma, ripetiamo, il Papa non ha fatto questo.

Aspettiamo gli statuti: innanzitutto devono essere preparati i modelli di attuazione di questi obiettivi. La Caritas in veritate si conclude con un’esemplare espressione di papa Benedetto XVI: quando le cose vanno male, dice il Papa, non sono gli strumenti che vanno cambiati, ma gli uomini che li gestiscono. Allo stesso modo si può dire che quell’organismo potrà funzionare a seconda di chi se ne occuperà.

Prendiamo la Commissione dei sette saggi esperti a livello internazionale: chi li sceglie? Questo è molto importante. Il problema infatti è chi farà le cose e con che spirito le farà. L’impressione è che questo Papa avochi a sé moltissime decisioni: la strategia la farà lui. Nominerà un team di poche persone che alla fine faranno le cose. 

Ovviamente, dal punto di vista pratico, questo non è negativo. Basta vedere come sta cambiando la Chiesa. Questo Papa sta attuando in modo straordinario un processo che cambia il mondo: la dottrina oggi viene da paesi che prima ne beneficiavano e adesso la esportano; prima la importavano, adesso la esportano a quei paesi che prima erano esportatori. L’Europa da fornitore è diventata beneficiario. L’Europa nichilista, relativista e sempre più povera.

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COMMENTI
27/02/2014 - La famiglia umana (luisella martin)

Anche nelle famiglie ci sono periodi in cui si riempiono i granai e periodi i cui si svuotano. Lo Stato Del Vaticano è libero, pacifico e misericordioso perché così lo ha pensato il suo Fondatore, il Re! Per quanto attiene a ciò che fa l'amministratore di turno, credo che egli abbia carta bianca e vi sono passi del Vangelo che confermano questa mia idea. Diversa é la situazione degli stati mondiali, i quali necessitano di elezioni e costituzioni per evitare lotte e guerre fratricide. Naturalmente il nemico c'é anche nel Vaticano, ma lì é costretto a nascondersi, magari sotto le vesti di un porporato ... che viene prima o poi smascherato! E'questo il significato delle parole "Non prevalebunt" scritte sull'Osservatore Romano?