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SPY FINANZA/ Italia, il "gioco d'azzardo" che piace agli speculatori

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Lo scorso anno, Grecia e Irlanda, di fatto due paesi usciti dall’inferno della recessione, hanno garantito profitti attraverso i loro indici del 35%. Per molti fund managers, questi Paesi hanno valutazioni ancora basse e quindi sono un ottimo investimento a lungo termine. Già, nonostante i livelli di debito altissimi e l’alto tasso di disoccupazione, gli esperti si basano unicamente su un dato: il prezzo dei titoli in quelle nazioni sono ancora bassi rispetto a quelli di economie europee più stabili come la Germania e quindi offrono guadagni potenziali più alti sul lungo termine. Per Wouter Sturkenboom, esperto di portafogli di investimenti alla Russell Investments, non ci sono dubbi: «Le performance da inizio anni di Grecia, Portogallo e Italia ci indicano chiaramente che gli investitori hanno sempre maggiore fiducia nell’investire i loro soldi nei titoli trattati sulle piazze finanziarie di quei paesi».

D’altronde, le cifre che vi ho elencato prima parlano da sole. Ve ne do altre per completezza. Nel Russell Index, dopo l’Italia, al quarto posto c’è l’Irlanda con un +7,6% da inizio anno, poi l’Austria con il +4,6%, la Spagna già citata, seguita da Francia a +1,9%, la Finlandia a +1,5%, l’Olanda a +1,5%, la Germania a+1,1% e il Lussemburgo a -2% di performance da inizio anno. Il Russell Eurozona Index è quindi a +2,3% dal 1° gennaio a oggi. Ma cosa dicono anche gli esperti al riguardo? Che investire in questi mercati non è scommessa per cuori deboli, visto che se anche le azioni sono trattate ancora a prezzi bassi, il rischio di perdere soldi è molto alto, quindi si invita a investire nei cosiddetti Piigs solo una piccola porzione del proprio capitale. E solo se si è pronti a giocare d’azzardo.

Una di queste persone è Juliet Schooling Latter della Chelsea Financial Services di Londra, che definisce «impavidi» gli investitori che mettono soldi nei mercati del Sud Europa e li invita a dare una bella occhiata prima di lanciarsi in fondi che stanno scommettendo sull’Europa periferica, come il Franklin European Opportunities e l’Argonaut European Alpha. Quest’ultimo è gestito da Barry Norris, tanto spavaldo da gestire in portafoglio titoli di banche greche come la National Bank of Greece e la Piraeus Bank, istituti che nel 2012 stavano per fallire e che sono stati salvati con soldi dell’Ue: roba da infarto, ma alla fine ha fruttato palate di soldi. E Norris non molla nemmeno per il 2014: «Il momento migliore per investire in una nazione è quando l’economia sta emergendo da una recessione e la cattive notizie sono tutte nello specchietto retrovisore». Per chi invece vuole rischiare ma non proprio l’osso del collo ci sono i tracker funds, ovvero fondi che replicano l’andamento di un determinato indice di Borsa, come quelli gestiti da BlackRock, Vanguard o dalla stessa Russell Investments, tutti orientati verso le piazze finanziarie dell’Europa periferica.

Ora la questione è: per quanto la sponda della Bce manterrà in vita il rally? E, soprattutto, quanto altro tempo servirà prima che gli investitori si rendano conto che i prezzi dei titoli non sono più così a buon mercato se bilanciati al rischio Paese? Io dubito fortemente che la Grecia possa replicare il +35% dello scorso anno, stante le richieste avanzate lo scorso weekend dalla troika per veder sbloccati i nuovi fondi - riforme strutturali, tra cui il problema della vendita dei farmaci per i quali non è necessaria la ricetta medica, la questione della durata del latte fresco (scadenza breve) e il prezzo dei libri - e le necessità di circa 11 miliardi entro maggio per pagare gli interessi sui titoli di Stato che vanno a scadenza (e che quindi entreranno e usciranno dalla casse statali stile “sliding doors”, lasciando il problema dei conti pubblici irrisolto).

E il Portogallo? Quando gli investitori si renderanno conto che il miglioramento dei conti pubblici è figlio unicamente delle manovre una tantum, ovvero quelle privatizzazioni che hanno fatto fare cassa, ma che non possono essere replicate come manovre strutturali, resteranno appesi alla corda del Psi 20 oppure scaricheranno le posizioni?


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