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Economia e Finanza

ALITALIA/ E ora l'Ue "complica" l'arrivo di Etihad

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Non solo Etihad non può entrare in Alitalia con più del 49%, ma non può acquisirne nemmeno il controllo. Se per ipotesi Etihad controllasse la compagnia con il 35%, subito partirebbero i ricorsi delle altre compagnie europee, che cercherebbero di fare revocare ad Alitalia la licenza di vettore comunitario. A quel punto la nuova Alitalia in versione araba non potrebbe più compiere collegamenti interni all’unione.

 

Per Lufthansa l’ingresso di Etihad in Alitalia sarebbe un aiuto di Stato mascherato. Lei che cosa ne pensa?

Questa reazione conferma il fatto che Lufthansa non apprezza l’arrivo di Etihad sui cieli europei, e di conseguenza mi aspetto ricorsi molto seri in sede Ue. Anche interventi di sostegno a questa operazione che non prevedano esborsi finanziari, bensì cambiamenti di regole, possono a loro volta essere interpretati come aiuti. Il fatto che lo Stato si faccia carico di persone in esubero e in cassa integrazione potrebbe essere considerato come aiuto di tipo non monetario. A meno che l’azionista principale di Alitalia sia europeo, e in questo caso le altre compagnie non potranno dire nulla.

 

Quale può essere la soluzione?

Se l’accordo con Etihad va in porto, c’è bisogno di un altro azionista forte europeo e non vedo altre possibilità se non Air France. La compagnia francese dovrebbe contare un po’ di più di Etihad per non cadere nel rischio di un’infrazione Ue.

 

Se questa ipotesi si avverasse, chi darebbe l’indirizzo gestionale e strategico?

Se a farlo fosse Etihad, si potrebbe creare un problema di competizione con Air France. Se le due compagnie accettassero di darlo insieme, dovrebbero tenere conto delle esigenze di entrambe e quindi probabilmente la soluzione sarebbe meno vantaggiosa per l’Italia. Ma soprattutto, se le due compagnie entrano insieme Etihad non potrebbe usare Alitalia per fare concorrenza ad Air France sui cieli europei.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
04/02/2014 - Via da euro e via dall'Ue (Carlo Cerofolini)

Mentre fino a poco fa ero convinto che per non finire in rovina bastasse solo uscire dall’euro ma non dalla Ue, ora specie dopo questa presa di posizione della Lufthansa - che guarda caso è tedesca – su Alitalia e che va a sommarsi a tutte le pretese, iugulatorie, che vengono fatte da anni all’Italia dall’Ue a trazione germanica, mi fanno pensare che se non abbandoniamo addirittura l’Ue non usciremo mai dal cul de sac in cui ci siamo allegramente e colpevolmente infilati. I nodi quando sono gordiani – come i fatti dimostra essere la nostra appartenenza all’Ue – non si possono sciogliere ma vanno tagliati.

 
04/02/2014 - Ue (Diego Perna)

Il destino dell' Italia in Europa é ormai segnato. Noi non siamo ben accetti, forse mai lo siamo stati. Abbiamo le nostre colpe ed é giunto forse il momento di dire al mondo che vogliamo di nuovo la nostra sovranità. Se Alitalia deve fallire allora fallirà,. Ma la nostra dignità consiste nell' uscire da Euro e da Europa assumendoci la responsabilità della scelta. Buona Giornata