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NAPOLITANO/ La tripla sfida a Germania e Italia

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Giorgio Napolitano al Parlamento europeo (Infophoto)  Giorgio Napolitano al Parlamento europeo (Infophoto)

Giorgio Napolitano ha lanciato a Strasburgo, davanti al Parlamento europeo, alcuni messaggi politici importanti e non rituali. Il primo, quasi ovvio per un europeista d’antan come lui, è che dall’Unione non si torna indietro. Quindi non si torna indietro nemmeno dall’unione monetaria e ciò ha suscitato le proteste della pattuglia dei “no euro” guidata dalla Lega Nord, rimasta isolata nell’aula, ma i cui sentimenti non sono affatto marginali. Ciò ci porta all’altro messaggio: le elezioni di maggio saranno molto importanti, addirittura potrebbero diventare decisive per sapere se l’Ue andrà avanti oppure no, perché così com’è non può restare. Infine, strettamente collegato ai primi due, ecco il terzo messaggio: l’austerità ha fatto il suo tempo.

Il presidente della Repubblica ha parlato di “austerità a ogni costo” per non mettersi contro la Germania, non solo e non tanto il suo governo e la sua classe dirigente, ma buona parte dell’opinione pubblica tedesca ancora non consapevole che ostinarsi nel rigore di bilancio sta deprimendo i consumi interni molto più di quel che gli stessi guru economici avevano previsto. Napolitano ha anche messo le mani avanti: criticare l’austerità non vuol dire tornare alla pratica dello spendi e spandi; qui il messaggio riguarda soprattutto il governo italiano e tutti coloro i quali predicano l’uscita dall’euro per poter finanziare in deficit la spesa pubblica, scaricando altro debito sulle generazioni future.

I tre messaggi sono chiari, ma ancora metodologici. Probabilmente non spettava al presidente della Repubblica andare più in là, certo è che il discorso è apparso a tutti molto preoccupato per la crisi nella quale si trova l’intero progetto europeo, una crisi profondissima perché riguarda non solo le scelte politiche, ma il senso comune. Napolitano ha ricordato il coraggio dei padri fondatori, memori delle guerre che in trent’anni hanno decimato la popolazione del Vecchio continente. Un massacro che non ha precedenti nella storia, nemmeno durante le guerre di religione tra ‘500 e ‘600 o durante le invasioni barbariche. Ma la nuova generazione pasciuta nella pace e nel benessere della Guerra fredda e rassicurata oltre misura dalla caduta del comunismo, tutto questo non solo non lo ricorda, ma spesso non lo sa neppure.

Ancor meno conosce il processo che ha portato alla Ue o ha letto Altiero Spinelli. Manca non solo “il sentimento tragico della storia”, ma la stessa conoscenza dei fatti e l’istruzione non aiuta, non solo in Italia come sa bene chi è vissuto o vive in altri paesi. Dunque, bisogna per molti versi ricominciare da capo per colmare l’analfabetismo di ritorno. Però sarebbe del tutto velleitario oltre che infruttuoso usare il metodo a salsiccia proprio della scuola italiana. Meglio partire dalla situazione attuale e arrivare da qui alla rilegittimazione del processo europeo. Vasto programma. Ma qualche indicazione si potrebbe intanto dare.


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COMMENTI
05/02/2014 - la risposta napolitano per uscire dall'austerità (antonio petrina)

La risposta per uscire dall'austerità è quella indicata dal presidente napolitano con la via maestra dell'unione ,perché nel condominio europeo ogni paese possa crescere armonicamente e sviluppare il sogno della libertà della piazza ucraina !