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IL CASO/ Taranto e Fiumicino possono far tornare Fiat in Italia

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I problemi di GIC e Li Ka-shing sono in sostanza di essersi scontrati e arenati nella palude della burocrazia italiana. GIC ha investito nella convinzione di potere attuare il raddoppio dell’aeroporto, cosa che invece a oggi sembra forse impossibile per tanti motivi tutti italiani; Li Ka-shing credeva di potere ottenere lavori di ampliamento del porto, cosa che anche qui non sta avvenendo da una decina di anni. Per ciascuno i motivi sono decine e forse anche legittimi, ma se due colossi così non ce l'hanno fatta in Italia, chi altro straniero potrebbe farcela?

 

Il Governo ha previsto degli appositi pacchetti per attirare nuovi investimenti stranieri nel nostro Paese.

Non capisco di cosa stanno parlando: gli investimenti stranieri già ci sono, il problema è che non riescono a funzionare. Qualcuno crede che se GIC o Li Ka-shing hanno preso delle fregature in Italia potrebbe arrivare qualcun altro tentato dall’idea di farsi fregare di nuovo? Certo è possibile, ma improbabile. Se qualcuno vuole davvero investimenti stranieri si muova per risolvere la situazione di Fiumicino e Taranto. Matteo Renzi, che è l’uomo nuovo, forse potrebbe dare dei segnali in questo senso e così davvero cominciare a cambiare la percezione del mercato italiano. Il resto, ci perdonino, è fumo. Se l’Italia produce innovazione e libertà, la Fiat tornerà.

 

Cosa intende dire?

Se GIC e Li Ka-shing faranno partire i loro progetti, la Fiat tornerà e di corsa. Se no emigreranno tutti, a cominciare dai talenti. Del resto i talenti italiani già all’estero in realtà solo pochi vogliono farli tornare. Se tornassero darebbero fastidio a chi non si è mai mosso, al di là delle facili lavate di bocca. Renzi, Berlusconi, Grillo forse dovrebbero cominciare a mettere le mani in pasta qui.

 

Che esperienza ha la Cina rispetto all’attenzione per gli investimenti esteri?

La Cina è cresciuta perché dall’inizio i governanti si prendevano cura degli investimenti stranieri. La joint venture per produrre localmente gli ascensori Schindler o la prima fabbrica di auto della Volkswagen erano investimenti molto minori, per quantità e qualità, di quelli di GIC o Li Ka-shing, eppure vennero seguiti personalmente da Deng Xiaoping che, forse, nella storia globale avrà un posto più grande di quello dei nostri governanti. Così come allora fece Deng occorrerebbe che facciano i nostri dando un segnale al mondo. Se invece si pensa a barriere l’Italia viene spinta su una deriva nordcoreana: è questo che si vuole?



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COMMENTI
10/02/2014 - roba da matti (Claudio Baleani)

Il titolo giusto sarebbe: si salvi chi può. Altro che congiure internazionali. E' l'Italia che congiura contro il mondo e contro sé stessa.

 
06/02/2014 - A noi basta farci del male e siamo contenti (Carlo Cerofolini)

A noi basta l'antiberlusconismo e cercare di far piangere i ricchi - mentre quelli che non lo sono schiattano definitivamente - et voilà tutto a posto va!