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SPY FINANZA/ Le "magagne" che spingono Draghi all'azione

Pubblicazione:giovedì 6 febbraio 2014

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Vi ricordate che martedì vi ho parlato dell’incontro segreto tenutosi a Bruxelles tra Ue, troika, Bce, Fmi e governi tedesco e francese sulla questione greca? Bene, ieri è arrivata la conferma indiretta di quell’incontro e dei suoi contenuti. Le autorità europee, ovviamente sotto anonimato, hanno fatto sapere che il prossimo passaggio nella gestione del caso ellenico potrebbe includere l’estensione della maturazione dei prestiti di salvataggio fino a 50 anni e il taglio del tasso di interesse di 50 punti base sui prestiti già ottenuti in passato da Atene! Il piano dovrebbe finire sul tavolo tra maggio e giugno, stranamente quando Atene dovrà ripagare quasi 12 miliardi di interessi ai suoi creditori e sempre casualmente potrebbe anche includere un nuovo prestito tra i 13 e 15 miliardi di euro: guarda caso, una cifra che copre gli interessi a maturazione e lascia un paio di miliardini alla Grecia per sopravvivere, in qualche modo, fino alla nuova emergenza.

E poi dicono di aver salvato Atene: hanno salvato e stanno continuando a salvare solo i creditori privati. Punto. Ma c’è di che gioire, l’indagine sui direttori acquisto della zona euro ci dice che va tutto bene. Soprattutto in Spagna e in Italia. Non so se ridere o piangere. Fate voi.

 

P.S.: E tanto per tenere aggiornati i fanatici dell’Abenomics giapponese, ieri sono usciti i dati sui salari reali: sono ai minimi da sedici anni, ovvero il diluvio di liquidità sta servendo solo al carry trade e i prezzi salgono per il deprezzamento dello yen sul dollaro. Ma se non crescono i consumi interni perché i salari non crescono quanto i prezzi per l’inflazione importata, ti saluto anche Shinzo Abe e i suoi esperimenti monetari.



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