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GEO-FINANZA/ Il "peccato originale" che sta uccidendo l'Ue

Pubblicazione:domenica 9 febbraio 2014

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A fronte di questa incresciosa e preoccupante situazione, una consistente realtà di movimenti e partiti politici in quasi tutti i paesi europei cavalca i sentimenti popolari di disaffezione, rabbia e delusione. Con l’abilità che solo le narrative populiste riescono ad avere sull’elettorato, il sentimento popolare, che è legittimo e reale, si sta incanalando in una ribellione neo-restauratrice del mantra “nazionale”, contro i governi “europeisti”. Questo sta avvenendo sia nei paesi egemonici (Germania, Finlandia, Olanda), sia in tutti gli altri paesi europei, e finanche negli Usa e in Russia.

Fioriscono iniziative e proposte per “uscire dall’euro”, “chiudere le frontiere alla libera circolazione dei cittadini europei”, “nazionalizzare le banche”, “abbandonare il rigore di bilancio e rattizzare la spesa pubblica”, “fare referendum per abrogare le norme nazionali di attuazione del Fiscal compact”, “discriminare gli immigrati e i richiedenti asilo”, “tassare i ricchi”, “combattere le infrastrutture trans-europee”, e finanche occupare le “piazze e i palazzi del potere”, “bloccare le frontiere alle merci degli altri”, “darsi fuoco” e ogni altra spettacolarizzazione iconoclasta.

Nell’immaginario collettivo e individuale di vasti settori dell’elettorato europeo, l’europeismo è diventato sinonimo di danno sociale. C’è anche chi vagheggia - tra gli altri Romano Prodi, un ex presidente della Commissione europea! - di forgiare alleanze anti-tedesche, riunendo gli interessi di Italia, Francia, Spagna e Grecia. Nel Regno Unito, dal quale storicamente provengono caustiche critiche pragmatiche ma realiste sul futuro dell’Europa, si assiste alla rincorsa del governo del conservatore Cameron dei sentimenti più anti-europeisti del continente, e all’incombente minaccia dell’indipendenza della Scozia.

Finora la comunicazione dei governi “europeisti” e quella delle istituzioni comunitarie non è riuscita a costruire una narrativa che mobiliti i sentimenti popolari a favore di una maggiore integrazione europea. La “pecca” della comunicazione delle istituzioni comunitarie e nazionali sta nell’illudersi di poter nascondere l’origine del problema: la sovrapposizione dei due modelli di Unione europea ha infranto il sogno trasformandolo in un incubo!

 

(2- fine)



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COMMENTI
09/02/2014 - Balls of steel cercasi! (Carlo Cerofolini)

Nel cambio euro dollaro, se non erro, per l’Italia il massimo valore che può sopportare – soprattutto per non andare in sofferenza nel suo export – è 1,19; per la Francia è 1,30 mentre per la Germania è 1,60-1,80. Ciò detto e considerato che da tempo questo cambio euro dollaro si tiene stabile oltre 1,35, è chiaro che una delle prime cose da chiedere con forza a livello Ue è che la Bce mantenga stabile questo cambio intorno alla parità e similmente a come fa la Svizzera, dove il cambio franco svizzero euro è mantenuto costante intorno a 1,20. È da notare che quando fu introdotto l’euro il cambio con il dollaro era – se ben ricordo – intorno a 0,80. In alternativa non rimane che attuare il paino B di uscita dall’euro stesso, visto che a rimetterci (studio fatto per Merrill Lynch del 2012 dixit) sarebbe poi soprattutto la Germania che ben lo sa. Balls of steel cercasi!

 
09/02/2014 - Complessità e neoliberismo. (Giorgio Gragnaniello)

Si accusa sempre-giustamente-i politici di non volere e non sapere attuare tagli alla spesa pubblica (data in continua crescita,nonostante il calo dei dipendenti pubbl.)e si stigmatizza un aumento recente del "peso" dello Stato.E forse è proprio per colpa di questo ritorno massiccio di statalismo socialistoide, che i redditi familiari frattanto si sono depauperati(?!). Contestualmente,però,da anni i poveri politici e l'opinione pubblica non trovano un professore,disposto a scendere dai rostri del dio-del-Vago per dire ad entrambi QUANTO e COME,in soldoni e in percentuale,propongono di tagliare alla Sanità-per es.-con quali effetti prevedibili costi-benefici nel medio-periodo,ecc. ecc. Un costo sociale e mi auguro non voluto (honny -soit-qui mal-y-pense)di ciò intanto è il "tutti contro tutti" intergenerazionale,intersociale e pubblico- versus- privato. La Teoria della Complessità,in auge 20 anni fa,è stata accantonata concomitantemente con l'ascesa del Neoliberismo Tachteriano e del "decisionismo" normativo. Che nessuno osi insinuare che i due epifenomeni siano collegati!