BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ I numeri che smontano la "festa" dei mercati

Infophoto Infophoto

In compenso, arrivano belle notizie dalla Grecia. Stando alle cifre annunciate dal governo ellenico alla vigilia del ritorno nel Paese dei commissari della troika, in Grecia 2 milioni di prestiti bancari non sono più rimborsati e di questi 300mila sono crediti ipotecari. Dopo l’allarme di numerose associazioni create per sostenere le persone sovraindebitate, ora è la volta delle banche. In un rapporto pubblicato nella stampa greca, le banche affermano che più di 2 milioni di prestiti non sono rimborsati: 800mila prestiti al consumo, 900mila prestiti sulle carte di credito, 100mila prestiti alle industrie e 300mila prestiti immobiliari, le cui scadenze non sono più pagate da oltre tre mesi. Le cause, nemmeno a dirlo, sono la recessione che colpisce la Grecia da ben sei anni, un tasso di disoccupazione che tocca il 28% della popolazione e un basso consumo interno: scusate ma Olli Rehn e lo stesso governo greco non avevano detto che la recessione era alle spalle e c’era la ripresa, come certificato dall’avanzo primario tanto sbandierato nel budget 2013?

«È una discesa all’inferno difficile da fermare, anche se il governo annuncia l’imminente uscita dalla crisi - spiega Takis Brastos, economista -. Al di là delle cifre, la realtà dei greci è una sofferenza silenziosa, visi sorridenti che nascondono la preoccupazione, disoccupati che fingono spensieratezza mentre stanno per ore al bar a far passare il tempo. Solo che domani forse non avranno più nemmeno una casa». Cosa accadrà infatti se le banche decideranno di confiscare e mettere all’asta queste 300mila abitazioni per le quali i crediti ipotecari non sono più rimborsati? Dall’inizio dell’anno, il governo - proprio in ossequio alla cosiddetta fine della crisi e alle pressioni di troika e banche - ha infatti messo fine alla moratoria sulle confische immobiliari: la legge era stata adottata nel 2010 per proteggere unicamente le abitazioni primarie, dopo un esame dei redditi. Quindi, qualche decina di migliaia di greci potrebbe presto dover dormire sotto i ponti per festeggiare la ripresa economica.

«È tragico essere arrivati a questo punto - afferma Eleni Alivertou, presidente dell’associazione di aiuto ai bisognosi Ekpizo -. Ogni giorno aiutiamo più di 15mila persone e tutti i giorni arrivano nuove persone che hanno bisogno di aiuto. Si tratta di gente onesta, che durante tutta la vita ha pagato le imposte e che dall’oggi al domani si è ritrovata senza lavoro. Malgrado questa triste realtà, le banche non vogliono cedere, perché la pressione della troika non lascia loro alcuna scelta». Scrivi troika, leggi usurai legalizzati sovranazionali (tranquilli, tra poco arrivano anche da noi, fate che una delle manovre annunciate dal nuovo governo trovi qualche intoppo parlamentare et volià, arriveranno come condor nel deserto in cerca di carcasse, basti pensare alla benedizione irrituale del Fmi al programma di Renzi giunta l’altro giorno).

E come ha reagito la Grecia a questo dato da mani nei capelli, soprattutto alla vigilia di quello che dovrebbe essere un processo di ri-privatizzazione delle banche salvate dal collasso? Con una notizia che è di fatto una pietra miliare in questa crisi infinita: il rendimento del decennale ellenico è sceso sotto la soglia psicologica del 7% per la prima volta dal maggio 2010! Se pensate che solo nel settembre 2011 quello yield prezzava oltre il 30%, siamo al miracolo! Un miracolo fatto di sofferenze bancarie insostenibili, disoccupazione alle stelle, gente che non sa dove vivere e come mangiare, entrate fiscali a picco perché i cittadini non hanno i soldi nemmeno per pagare il pane e le bollette: com’è possibile? Merito della Fed e della speculazione che autoalimenta l’attitudine risk-on dei mercati: appena chi ha in mano quella carta greca avrà raggiunto il massimo del guadagno possibile - se il rendimento scende, il prezzo sale -, avendo comprato a 20, forse a 10 sull’euro, scaricherà allegramente e lascerà la Grecia con sofferenze bancarie, disoccupazione e miseria. Fidatevi, non può durare un rally che si basa sul nulla. Anzi, sull’inganno. Ballate pure finché c’è musica ma attenti che l’iceberg lo si vede soltanto all’ultimissimo secondo. Quando spesso è troppo tardi.

 

P.S.: Stanchi degli sprechi della politica? Stomacati da auto blu e costi dei palazzi del potere? Tentati di lanciarvi in grillismi e intemerate anti-casta e anti-privilegi? Guardate questo grafico: ci mostra i costi della politica e quelli dell’Europa per le casse del nostro Paese al dicembre 2012. Sicuri che siano le auto blu il vero problema? O magari Bruxelles? Ricordatevene quando verranno a dirvi ancora che l’Italia deve fare i “compiti a casa”...

 

© Riproduzione Riservata.