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Economia e Finanza

TASSE & RENZI/ Irap, un taglio da 10 miliardi che apre un "buco"

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La Francia ce l’aveva da 40 anni ed era chiamato taxe professionnelle, condivisa dai livelli locale e sovra-locale (la cosiddetta taxe professionnelle unique, TPU). L’Austria l’aveva avuto sino ad allora (per poi trasformarlo in altro) e la Germania pure (in entrambi i Paesi a livello comunale), con la differenza che in Germania ogni tentativo di abolizione o trasformazione è stato, ancora nel 2012, pervicacemente respinto dalla politica. La Spagna all’epoca non ce l’aveva ancora, ma l’avrebbe adottata di lì a poco con il nome di Iae, senza abolirla più, nonostante talune promesse elettorali in tal senso.

Il sottoscritto ritiene che il taglio (oggi così invocato, e apparentemente sacrosanto per la ripresa dell’economia nazionale) di metà dell’Irap privata non potrà non ricalcare la modalità inaugurata dall’Austria a fine anni Sessanta, seguita dalla Germania a partire dal 1971 e dalla Francia tra il 2003 e il 2011 (anno della totale abolizione della TP), ovvero l’esclusione del costo del lavoro dalla base imponibile, replicando una modalità sempre ipotizzata anche in Italia negli ultimi dieci anni.Ma una decurtazione di 10 miliardi delle risorse regionali per la sanità dovrà essere assolutamente compensata.

Come? Un’ipotesi, avanzata dal sottoscritto nel 2004, era la sostituzione con l’accisa statale sulla benzina, che dava praticamente lo stesso gettito globale, ma assai più uniformemente distribuito a livello nazionale di quanto non sia quello dell’Irap. Oggi come ieri una tale soluzione favorirebbe le Regioni meno dotate di imprese (meridione in testa) e sfavorirebbe ovviamente la “macroregione” del Nord. Altre soluzioni potrebbero essere la compartecipazione all’Irpef o all’Iva. Ma rimane il quesito: supposta una tale robusta devolution (sotto qualsiasi forma) a favore delle Regioni, come aggiusterebbe lo Stato il proprio bilancio?

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