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SPY FINANZA/ E ora anche la Germania "chiede aiuto" alla Bce

Pubblicazione:mercoledì 12 marzo 2014

P.S: A occhio e croce Putin sta vincendo anche la guerra economica, almeno stando a vedere le posizioni nette long sul prezzo del petrolio - ovvero di chi scommette sul suo rialzo - che il 4 marzo hanno toccato il record di tutti i tempi a 44 miliardi di dollari, dai 42,4 della settimana precedente (come si vede nel grafico qui sotto). Quindi, sapendo che era in atto il preparativo di un corner per far crollare il prezzo - la Russia ha un break-even fiscale per il greggio a 117 dollari al barile - e mettere in difficoltà le casse statali, il buon Vladimir ha mosso i carrarmati e fatto eccitare la speculazione internazionale. Il problema è: se una qualsiasi mossa di distensione, anche strumentale degli Usa, farà saltare il catalizzatore di quelle scommesse al rialzo e porterà a chiusure forzate delle posizioni call, cosa succederà al prezzo del petrolio e alla bilancia commerciale russa?

Per ora Putin sta vincendo, ma Wall Street potrebbe rivelarsi avversario ben peggiore dei simpaticoni in passamontagna della piazza di Kiev. Le nuove guerre non hanno bisogno di proiettili e sangue, bastano i meno truculenti ma altrettanto efficaci futures.

 



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COMMENTI
12/03/2014 - Stare nell'euro è da Tafazzi (Carlo Cerofolini)

Concordo: via dall’euro prima che il sistema imploda, però siccome occorre conoscere per deliberare - come affermava Einaudi – anche per non essere tacciati di populismo e pericoloso euroscetticismo sovversivo soprattutto dai mass media “progressisti” e/o cosiddetti indipendenti e quindi rischiare di inficiare il messaggio (VIA DALL’EURO!) è indispensabile, prima delle elezioni europee, che i cittadini – al netto delle riforme che l’Italia deve fare – siano resi edotti di ciò che li attende, ovvero: 1) la rovina se rimaniamo legati all’euro con le attuali regole d’ingaggio per noi iugulatorie, come i fatti dimostrano; 2) una possibile, ancorché lenta e tortuosa, via di salvezza solo se otteniamo quanto segue (vasto programma): a) la Bce potrà battere moneta; b) ci saranno gli eurobond; c) verrà eliminato il fiscal compact (50 miliardi annui per 20 anni); d) si potrà superare il vincolo del 3% nel rapporto deficit Pil; e) il rapporto fra euro e dollaro sarà di 1 a 1 e non di 1 a 1,35-1,39 come ora, dato che le nostre esportazioni soffrono già con il cambio è superiore a 1,19, mentre la Germania può arrivare a sopportarlo fino a 1,60; 3) una ripresa abbastanza rapida se invece usciamo dall’euro - seppur dopo un transitorio periodo critico (non però peggiore dell’attuale) di svalutazione, però competitiva, e di “turbolenza” - e non dall’Ue come il Regno Unito, riacquistando così potestà monetaria e fiscale. Basta Tafazzi!!!!!!!!!