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Economia e Finanza

IRPEF vs IRAP/ Chi "vince" col taglio del Governo?

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Che dire, Renzi in effetti dà inizio a un processo di riduzione delle tasse di cui questo Paese ha un fisiologico bisogno: ne hanno bisogno le famiglie, come del resto ne hanno bisogno le imprese. In questo momento il Governo ha comprensibilmente scelto di dare enfasi - nei toni oltre che nel merito - al taglio che avvantaggia i lavoratori e il cui reddito non è particolarmente elevato: questa scelta da una parte è condizionata dalle pressioni che nello specifico, ma a dire il vero ogni volta che si presenta un problema simile, arrivano dal Sindacato (in particolare dalla Cgil) e dalla sinistra meno aperta al riformismo; dall’altra, alla comprensibile necessità per Renzi e il suo governo di incontrare un po’ di consenso e di popolarità in questo momento. Non a caso, ieri mattina Renzi annunciava un provvedimento “molto a sinistra”, ma durante la conferenza stampa di ieri ha anche detto che gli piacerebbe “segnalare ed evidenziare in busta paga quanto si avrà in più”. Molto concentrato quindi il Premier a parlare ai ceti più bassi, anche nella speranza che la scelta di scegliere a loro vantaggio possa avere un effetto positivo sull’economia, in particolare, a favore dei consumi.

Consideriamo anche, però, che per tagliare l’Irpef si fa spending review mentre per tagliare l’Irap si tassano le rendite finanziarie: come dire, per andare incontro ai lavoratori rinuncio io a qualcosa, per andare incontro all’impresa pagherà qualcun altro. Bisognerebbe chiedere a Squinzi se è contento, lui che va ricordando che “non c’è ripresa se non funziona l’impresa”. Il leader degli industriali ha ragione, tuttavia il Premier ha anche garantito lo sblocco “immediato e totale” dei debiti della pubblica amministrazione: 22 miliardi già pagati, 68 miliardi saranno pagati entro luglio.

Vediamo se Renzi sarà di parola, ma tutto fa pensare che non tradirà gli impegni presi. Non c’è dubbio che, nonostante i grovigli che rallentano la ripresa, qualcosa - parafrasando un ben più celebre toscano - “eppur si muove”.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
13/03/2014 - Dettagli (Vulzio Abramo Prati)

Veramente nella sua relazione il Prof. Cottarelli parlava di un massimo di 7 miliardi su base annua, realisticamente si poteva contare su 5 miliardi e considerando che si parte da maggio 2014 l'ipotesi migliore di risparmio è 3 miliardi per il 2014. Non basta, 488 milioni sono già stati "prenotati" per le detrazioni previste a gennaio, riepilogando sarebbero disponibili 2,5 miliardi per il 2014 e sui 10 previsti dagli annunci di ieri del Presidente ne mancano ancora 7,5 da reperire, ma questo è un dettaglio, così come è un dettaglio dove reperire 68 miliardi per pagare i debiti alle imprese! Ci sono poi i fondi per la scuola ecc... Si parla di aumento delle rendite finanziarie, esclusi i titoli di stato, ma di quanti soldi stiamo parlando ne abbiamo idea? Nella sua intervista al sole 24 ore il Presidente Renzi dichiarava di avere già disponibili 20 miliardi nel 2014 senza ulteriori dettagli. Numeri in libertà! Devo dire che la presentazione di ieri con le slide mi ricordava molto quella "dell'assessore" Cevoli, solo che Cevoli è molto più ferrato!