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Economia e Finanza

IRPEF vs IRAP/ Chi "vince" col taglio del Governo?

Il Governo di Renzi ieri ha annunciato un aumento delle buste paga per 10 milioni di italiani e il taglio dell’Irap per le imprese. Il commento di GIUSEPPE SABELLA

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In una conferenza stampa in cui ha annunciato nuovi provvedimenti a sostegno dell’economia - riduzione del carico fiscale, riforme costituzionali, vendita delle auto blu, dichiarazioni dei redditi precompilate - Matteo Renzi ha anche promesso sgravi fiscali che dovrebbero portare 1000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 euro al mese. Si tratta di un taglio al cuneo fiscale che riguarda 10 milioni di italiani: 80 euro netti in busta paga. Il limite su cui l’operazione di assesta è di 25mila euro lordi, circa 1500 euro netti mensili, e interessa il 55% dei contribuenti.

Non c’è stato il decreto legge che ci si aspettava, ma il Consiglio dei ministri ha approvato una relazione del Premier, il quale si è esposto in modo piuttosto irreversibile: il provvedimento, che vale dal primo di maggio, è rivolto a persone che hanno contratti da lavoro dipendente o parasubordinato e avrà un costo di circa 10 miliardi di euro. La copertura di questa somma arriverà “dal risparmio di spesa”, da altre manovre di bilancio e “senza aumento di tassazione; sarà lo Stato a stringere un po’ la cinghia”. Il dettaglio dei numeri sarà presentato nei prossimi giorni, ma già il Premier ha cercato di dare un’idea delle possibili fonti di raccolta della somma necessaria, precisando che circa 7 miliardi arriveranno dalla spending review.

Dal primo di maggio è prevista anche una parallela operazione sull’Irap, possibile in virtù dell’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie - non si toccano i titoli di Stato - che passerà dal 20% al 26%. L’Irap si riduce così del 10%: si tratta di 2,4 miliardi per le imprese.

Il pluri-annunciato taglio è molto complesso, questo anche il motivo del suo slittamento di qualche settimana: l’intera operazione sarebbe stata finanziata con uno scostamento consistente del bilancio, ma solo poche ore prima del Cdm ci si è ricordati del Fiscal compact che impone rispetto del pareggio di bilancio, e che per sforare chiede l’autorizzazione delle Camere e il via libera dell’Unione europea, che sicuramente arriveranno nei prossimi giorni, in virtù dell’impegno dell’esecutivo a tagliare molti costi dell’“apparato”.

Detto questo, le parole del Premier in conferenza stampa fanno credere a una certa non-reversibilità dell’annuncio: nel momento in cui sarà tutto confermato, si tratterà di fatto di un’operazione di rilievo, di cui si parla da anni. In questo i meriti di Matteo Renzi sono indiscutibili. Tra gli altri interventi annunciati, dal 1° giugno 500 milioni saranno a disposizione per chi vuole creare imprese sociali, e un aumento di 600 milioni del credito di imposta per i ricercatori con l’obiettivo, da qui al 2018, di creare 100.000 posti di lavoro. E, ancora per le piccole e medie imprese, una riduzione del 10% del costo dell’energia - oggi pari a 14 miliardi di euro.


COMMENTI
13/03/2014 - Dettagli (Vulzio Abramo Prati)

Veramente nella sua relazione il Prof. Cottarelli parlava di un massimo di 7 miliardi su base annua, realisticamente si poteva contare su 5 miliardi e considerando che si parte da maggio 2014 l'ipotesi migliore di risparmio è 3 miliardi per il 2014. Non basta, 488 milioni sono già stati "prenotati" per le detrazioni previste a gennaio, riepilogando sarebbero disponibili 2,5 miliardi per il 2014 e sui 10 previsti dagli annunci di ieri del Presidente ne mancano ancora 7,5 da reperire, ma questo è un dettaglio, così come è un dettaglio dove reperire 68 miliardi per pagare i debiti alle imprese! Ci sono poi i fondi per la scuola ecc... Si parla di aumento delle rendite finanziarie, esclusi i titoli di stato, ma di quanti soldi stiamo parlando ne abbiamo idea? Nella sua intervista al sole 24 ore il Presidente Renzi dichiarava di avere già disponibili 20 miliardi nel 2014 senza ulteriori dettagli. Numeri in libertà! Devo dire che la presentazione di ieri con le slide mi ricordava molto quella "dell'assessore" Cevoli, solo che Cevoli è molto più ferrato!