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RENZI DAY/ La grande svolta si trasforma in brodino

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

E veniamo alle tasse. Era la grande attesa della giornata: un taglio immediato su salari e stipendi inferiori ai 15 mila euro l’anno. Con un ammontare di 10 miliardi (compresi i 2,5 decisi dal governo Letta) su base annua per 10 milioni di lavoratori. Dunque, 1.000 euro a testa. In un colloquio con Il Sole 24 Ore Renzi aveva detto che il beneficio sarebbe stato visibile sulle buste paga del 27 aprile. In conferenza stampa ha detto 27 maggio. Non si sa se si taglia l’Irpef quindi con beneficio anche per i pensionati, oppure se sono detrazioni solo per i lavoratori attivi. Sbuca anche una riduzione di dieci punti per l’Irap come voleva la Confindustria, da coprire con un aumento delle tasse sulle rendite finanziarie dal 20% al 26%, con esclusione dei titoli di stato, che in realtà è un aggravio sui risparmi. Ma tutto resta un elenco di titoli.

Ci sono le coperture finanziarie? Il problema è saltato fuori a Bruxelles nei colloqui di Pier Carlo Padoan con i vertici della Commissione europea: il ministro dell’Economia, tornato a Roma, si è messo a fare i conti e ha scoperto che c’è ancora da lavorare. Il presidente Napolitano, che ha le antenne dritte in tema di rigore dei conti pubblici, ha fatto trapelare la sua preoccupazione. Carlo Cottarelli ieri mattina è stato ascoltato al Senato e ha detto che realisticamente, di qui alla fine dell’anno si può contare su 3 miliardi dalla spending review. Tre, non sette come annunciato da Renzi. Ci sono poi 3 miliardi dalla riduzione dei tassi d’interesse, circa 6 miliardi dalla differenza tra disavanzo pubblico effettivo (2,6% del Pil) e parametro di Maastricht (3%), 1,6 miliardi di Iva in più grazie ai pagamenti dei debiti alle imprese (questi ultimi però non sono i 60 miliardi annunciati da Renzi, ma 47 come previsto da Letta) e infine 2 miliardi dal rientro dei capitali. Stiamo parlando di impegni e previsioni, non di denaro già messo da parte. Non esiste nessun tesoretto, c’è da tagliare e sperare che le proiezioni econometriche dalle quali dipende questa lista della spesa siano accurate. Se Olli Rehn, il Commissario europeo agli affari economici, sospetta che Renzi cammini su un ghiaccio sottile, non ha tutti i torti.


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COMMENTI
14/03/2014 - mi limito a convenire (massimo bufacchi)

con i lettori Camonita e Mercinelli. E' un pò sbruffone 'sto Renzi, ma "musica nuova in cucina" e diamogliun pò di fiducia, già il fatto che ha contro la CGIL depone a suo favore. Poi certo dovrà accettare qualche compromesso, ma se riesce a mantenere velocità qualcosa la otterrà.Anch'io è dificile che voti per lui per motivi etici, ma qualche amico omogeneo al PD cecherò di convincerlo.

 
13/03/2014 - Quale alternativa? (Santino Camonita)

Concordo con il lettore Marco Mercinelli, e continuo a non capire i continui attacchi da questo giornale on line a Renzi ( preciso che non ho mai votato Pd et simili). Resta da capire quale alternativa propongono gli articolisti del sussidiario.net: non ho capito se rimpiangono Berlusconi e Tremonti, con la sua finanza creativa che funziona quando scrive libri profetizzanti e un po meno quando fa il ministro del tesoro, oppure, ma si abbia il coraggio di dirlo, di andare a nuove elezioni per ingarbugliare ancora di più il paese e realizzare il loro sogno dei sogni: l'uscita dell' Italia dall' euro!!!! Ho sempre votato centrodestra, e solo la questione dei temi " eticamente sensibili" mi frenerebbe a votare Renzi alle prossime elezioni. Chi orecchi per intendere , intenda.

 
13/03/2014 - viva la peroni (Claudio Baleani)

Con questo caldo una Peroni andrebbe bene. Sono peronista.

 
13/03/2014 - PERONISMO (andrea sartori)

Occorre prendere atto che i pifferai magici hanno sempre molto seguito. Lo ha Berlusconi e lo ha Renzi che, dalla sua, ha solo il vantaggio di essere l'ultima spiaggia per l'Italia. Possiamo dire di essere veramente un paese politicamente sudamericano dove comanda il peronismo di destra ( Berlusconi) ed il peronismo di sinistra ( Renzi).

 
13/03/2014 - Perchè la critica fine a se stessa?? (Marco Mercinelli)

Veramente non capisco perchè si debba sempre e comunque criticare questo governo che ha fatto in pochi giorni quello che i governi Berlusconi, Monti e soprattutto Letta non hanno fatto in anni. In particolare a questi ultimi due su queste pagine è stato perdonato di tutto e ci si è sdilinquiti per provvedimenti quali la restituzione di 10 (dieci) euro in busta paga e la cancellazione (rivelatasi fittizia) dell'IMU che in fondo cubava ben di meno in particolare per i redditi più bassi. Ci vuole proprio una buona dose di carica ideologica e di faccia di bronzo per scrivere e pubblicare articoli come questo.

 
13/03/2014 - siamo delusi (Claudio Baleani)

Anche io sono deluso. Deluso. Deluso a prescindere.