BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RENZI DAY/ La grande svolta si trasforma in brodino

Pubblicazione:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Si può anche dire che 10 miliardi sono pochi se è vero che di sole imposte ne abbiamo pagati 40 in più dall’autunno 2011 alla fine del 2013. Dunque, quattro a uno per il fisco, una sonora sconfitta per i cittadini contribuenti. E il parlare di patrimoniali o di altri sacrifici sulle pensioni, sia pur le più alte, non promette nulla di buono. Non che il bicchiere sia del tutto vuoto. La nuova legge elettorale è un successo sia pur ancora parziale. L’impegno sulle tasse viene ribadito con addirittura una data simbolica, il primo maggio, in tempo per le elezioni europee. La riforma del mercato del lavoro comincia il suo cammino sia pur più lungo e periglioso del previsto. Dunque, bisogna sospendere il giudizio. 

Se davvero arrivassero, questi 10 miliardi, concentrati nel tempo e nello spazio sociale (quindi non la solita pioggerella dispersiva), sarebbero un contributo importante per cambiare le aspettative. Nessuno potrebbe più dire che in Italia le tasse aumentano soltanto, sarebbe l’inizio di un’inversione di tendenza che da sola aprirebbe una finestra di speranza. Allora perché rinviare di un altro mese? Può darsi che il motore di Renzi si sia momentaneamente imballato perché ha avuto il piede pesante sull’acceleratore. Possibile che sia già a corto di benzina?



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
14/03/2014 - mi limito a convenire (massimo bufacchi)

con i lettori Camonita e Mercinelli. E' un pò sbruffone 'sto Renzi, ma "musica nuova in cucina" e diamogliun pò di fiducia, già il fatto che ha contro la CGIL depone a suo favore. Poi certo dovrà accettare qualche compromesso, ma se riesce a mantenere velocità qualcosa la otterrà.Anch'io è dificile che voti per lui per motivi etici, ma qualche amico omogeneo al PD cecherò di convincerlo.

 
13/03/2014 - Quale alternativa? (Santino Camonita)

Concordo con il lettore Marco Mercinelli, e continuo a non capire i continui attacchi da questo giornale on line a Renzi ( preciso che non ho mai votato Pd et simili). Resta da capire quale alternativa propongono gli articolisti del sussidiario.net: non ho capito se rimpiangono Berlusconi e Tremonti, con la sua finanza creativa che funziona quando scrive libri profetizzanti e un po meno quando fa il ministro del tesoro, oppure, ma si abbia il coraggio di dirlo, di andare a nuove elezioni per ingarbugliare ancora di più il paese e realizzare il loro sogno dei sogni: l'uscita dell' Italia dall' euro!!!! Ho sempre votato centrodestra, e solo la questione dei temi " eticamente sensibili" mi frenerebbe a votare Renzi alle prossime elezioni. Chi orecchi per intendere , intenda.

 
13/03/2014 - viva la peroni (Claudio Baleani)

Con questo caldo una Peroni andrebbe bene. Sono peronista.

 
13/03/2014 - PERONISMO (andrea sartori)

Occorre prendere atto che i pifferai magici hanno sempre molto seguito. Lo ha Berlusconi e lo ha Renzi che, dalla sua, ha solo il vantaggio di essere l'ultima spiaggia per l'Italia. Possiamo dire di essere veramente un paese politicamente sudamericano dove comanda il peronismo di destra ( Berlusconi) ed il peronismo di sinistra ( Renzi).

 
13/03/2014 - Perchè la critica fine a se stessa?? (Marco Mercinelli)

Veramente non capisco perchè si debba sempre e comunque criticare questo governo che ha fatto in pochi giorni quello che i governi Berlusconi, Monti e soprattutto Letta non hanno fatto in anni. In particolare a questi ultimi due su queste pagine è stato perdonato di tutto e ci si è sdilinquiti per provvedimenti quali la restituzione di 10 (dieci) euro in busta paga e la cancellazione (rivelatasi fittizia) dell'IMU che in fondo cubava ben di meno in particolare per i redditi più bassi. Ci vuole proprio una buona dose di carica ideologica e di faccia di bronzo per scrivere e pubblicare articoli come questo.

 
13/03/2014 - siamo delusi (Claudio Baleani)

Anche io sono deluso. Deluso. Deluso a prescindere.