BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-FINANZA/ La guerra già persa da Ue e Italia

Pubblicazione:domenica 16 marzo 2014

Infophoto Infophoto

Sempre che non scoppi una vera guerra guerreggiata tra Usa-Nato e Russia-Sco, è certo che la guerra economica è già in atto da un bel po’. Il rischio che nelle prossime ore ci sia qualcuno che anche solo per errore provochi la guerra guerreggiata è reale. Ma aspettiamo gli eventi e ne parleremo poi. Intanto, occupiamoci della guerra economica che c’è.

La guerra economica che c’è ruota attorno alla dismissione del mondialismo prima maniera, quello del “mondo piatto”, che immaginava un solo egemone, gli Usa. Il mondialismo seconda maniera è multipolare, ma più certamente potrebbe diventare bipolare con alcune propaggini di proxi che agiscono sotto l’influenza d’area. I perdenti saranno i territori oscillanti (swinging) che non sanno o non riescono a esprimere la propria scelta per l’uno o l’altro blocco.

Se l’Ue e i suoi stati membri vogliono evitare la fine dell’Ucraina devono decidere cosa fare e con chi stare: la politica dei due forni è morta, anche in Italia come “Italicum dixit”. Offrendo un consiglio non richiesto, anche l’Iran e la Turchia devono rapidamente scegliere dove e con chi stare, pena la dissoluzione interna via una bella “primavera”. La grande Germania merkeliana lo ha imparato a proprie spese: le pulsioni sull’Eurasia non sono tollerate se vuole restare in Occidente, e anche le mosse borsistiche verso l’Asia promosse con insistenza da Deutsche Borse non sono accettabili. Come ha scritto George Soros nel suo Op-ed sul Financial Times, “la scelta europeista dell’Ucraina pone un problema all’Europa, che ancora deve scegliere se essere europeista”. Parole importanti, ma che vanno soppesate visto l’autore che è anche promotore delle rivoluzioni “colorate” ucraine.

Vediamo cosa ci dicono alcuni indicatori economici e finanziari. La Cina e gli Usa hanno problemi di stabilità fiscale e finanziaria che cercano di moderare attraverso una costante svalutazione monetaria. Questo spiega l’apprezzamento dell’euro, che per gli europei è una vera sciagura. In Italia, mentre il mago Renzi gioca a fare il presidente del Consiglio e tenta di vendere le auto blu su eBay (sono quasi tutte in affitto e non lo può fare), l’euro si prepara a sfondare quota 1,40 contro il dollaro. Mentre si gioca alla ruota della fortuna di Rignano sull’Arno, il contributo al Pil delle esportazioni diminuirà e si porterà giù i conti dello Stato per lo meno di altri 30 miliardi, sempre se le previsioni di rientro di capitali dalla Svizzera, la spending review e altre saccomannate reggeranno alla prova dei fatti. Altrimenti si aprirà un’ulteriore voragine da circa 10 miliardi, e arriviamo almeno a 40 miliardi! La Bce, la Merkel, e Olli Rehn lo sanno. L’unico che non l’ha capito è Renzi!

Il Financial Times del 3 marzo (pag. 9) ci informa in un apparente innocente articolo di fondo pagina che “il sistema finanziario è difettoso” come dimostra l’ingrippamento del sistema monetario parallelo dei Bitcoin. Ma con una certa perfidia tutta britannica, lo stesso giornale ci dice che “il monopolio delle banche centrali è scolpito nelle leggi, ma le leggi da sole non garantiranno indefinitamente lo status quo”. Un’affermazione da far tremare i polsi. In pratica, se si continua a provocare Russia e Cina, sorgerà un sistema finanziario alternativo a quello Usa-Ue, e allora abbiamo solo una scelta: la guerra. Insomma, ci dicono a pagina 9, il sistema sta collassando. Tutto il sistema finanziario!


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
16/03/2014 - Dai capitani coraggiosi ai ragionierini (Alessandro d'Alessandro)

Visione e concretezza: complimenti!