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FINANZA E POLITICA/ 1. L'Europa cancella "l'effetto-Renzi"

Pubblicazione:lunedì 17 marzo 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

D’altronde, la settimana precedente in Italia, ma non nel resto dell’eurozona, si è applicato un rigoroso “silenzio stampa” nei confronti del lavoro di William Dodwell, uno dei più stimati specialisti di mercati dei capitali, sullo stesso argomento. In effetti, non è affatto chiara quale strategia verrà adottata in materia di riduzione del rapporto tra stock di debito pubblico e Pil, in una fase in cui grandi banche italiane sono costrette a considerare “inesigibili” parte dei titoli nei loro portafogli (Unicredit lo ha dichiarato senza mezzi termini).

Ci si sarebbe aspettati anche un’indicazione, ove non una vera e propria presa di posizione, nei confronti del documento New Pact for Europe, appena presentato da un “gruppo di riflessione” sostenuto dalla maggiori fondazioni “europeiste”, dalla Bertelsmann Stiftung all’Istituto Affari Internazionali, dall’European Policy Centre al Center for European Strategy, da Europanova al Political Capital Institute - e via discorrendo. Il documento traccia cinque alternative: dal ritorno al “disegno dei padri fondatori” a ripensare interamente la costruzione europea.

Le misure enunciate in conferenza stampa non sembrano tenere conto di questo contesto (in rapido movimento). Dallo Stato che si appresta ad assumere la Presidenza del “semestre europeo” sarebbe stato legittimo aspettarsi un’indicazione. 



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