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SPY FINANZA/ Il "virus" asiatico che si abbatte su Italia ed Europa

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E attenzione, la corsa dei Treasuries deve farci preoccupare doppiamente, poiché sta avvenendo in perfetta contemporaneità con la scelta di un grande detentore estero di scaricare a più non posso. Stando a dati ufficiali della Fed contemplati alla voce “Treasury Securities Held in Custody for Foreign Official and International Accounts”, ovvero bond Usa detenuti da soggetti esteri ma in custodia presso la Fed, nella settimana conclusasi il 12 marzo, il numero di quei T-bond è sceso a 2,855 triliardi di dollari, ovvero un calo di 104,5 miliardi, il più ampio mai registrato da quando si tracciano questi dati, come mostra plasticamente il primo grafico a fondo pagina. Insomma, gli stranieri vendono come non ci fosse un domani il debito Usa.

Timori? No, quasi certamente a scaricare sono stati o la Cina o la Russia, entrambe per lo stesso motivo: supportare le proprie strategie valutarie. O, nel caso della Russia, mandare anche un segnale politico. Per ora, però, niente panico Oltreoceano: se qualcuno scappa, i rendimenti al minimo del decennale dello Zio Sam ci dicono che molti altri stanno entrando in giostra per coprirsi con beni rifugio. E attenti, poi: il credito Ue sta cominciando la sua discesa in parallelo con gli indici azionari, come ci dimostra il secondo grafico a fondo pagina. La correzione potrebbe essere “on its way” per dirla all’anglosassone. E grazie all’inazione della Bce potremmo accorgercene quando si sarà già comodamente seduta sul divano di casa nostra, accanto alla sua compagna di viaggio, la deflazione. Questa volta, forse, la festa sta davvero finendo.

 

 



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