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Economia e Finanza

ISEE 2014/ Tutte le "trappole" del nuovo indicatore

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Si dirà, però, che ci sono tanti “furbetti” che si fingono poveri e di fatto non lo sono: è vero, ma siamo certi che lo strumento di cui stiamo parlando sia sufficientemente efficace a snidare questi “frodatori fiscali”? Due sono i motivi di perplessità: il primo è che Inps e Agenzia delle Entrate non si parlano, cioè non c’è stato - forse adesso si sta muovendo qualcosa - un interscambio di dati identificativi relativi a tutti noi, anzi ogni ente li ha custoditi gelosamente per sé; il secondo, e anche le statistiche ministeriali lo affermano, è che si tratta di una lotta tra “pezzenti”. Quanti di questi sono in grado di evadere e per che cifra? Vale a dire, stiamo parlando in gran parte di disoccupati, cittadini extracomunitari con “decine” di persone a carico, di pensionati e di famiglie che hanno conosciuto, in questo periodo di “vacche magre”, a differenza di alcuni anni fa, le difficoltà di tirare avanti.

In più, cosa importantissima e non da tutti considerata, gli enti pubblici, in particolare i Comuni, sempre a caccia di denaro fresco per far quadrare i loro bilanci, hanno notevolmente abbassato le fasce di reddito, così che circa i tre quarti dei nuclei (e i risultati dalla situazione equivalente) superano i limiti posti e non vengono in possesso delle agevolazioni per le quali si fa l’Isee.

Non dico che è giusto che queste categorie evadano o si approprino di denari non a loro spettanti. È la solita solfa: non è meglio cercare il “furbetto della parrocchietta”, che evade sistematicamente milioni di euro, in sfere sociali più alte invece di colpire le famiglie che, ad esempio, compilano il modello Isee per risparmiare sulle tasse universitarie dei figli o di pensionati che richiedono dei bonus per sopravvivere? In definitiva, quello che influisce di più nell’indicatore è il reddito: ma il fisco ne è già abbondantemente a conoscenza mediante i nostri Cud, mod. 730 Red e così via e quindi a cosa serve un ulteriore dispositivo di accertamento erariale?

Ma ecco appropinquarsi, come in una scena di un film di Hitchcock, il fatto imprevedibile: è pronto a entrare in vigore ufficialmente dal prossimo mese di giugno il nuovo Isee 2014, già in realtà partito, ma sono ancora molti i problemi e le difficoltà che presenta. Diverse le novità in vigore da quest’anno nell’uso di questo strumento: l’intento del Ministero, come si legge nelle varie presentazioni, è quello migliorare l’equità sociale e garantire l’accesso a tariffe agevolate alle prestazioni sociali a chi ne ha maggiormente bisogno evitando gli abusi, dando più peso alla componente del patrimonio e a una nuova nozione di reddito disponibile. Tra le principali novità, saranno inclusi nel reddito, insieme a quello complessivo ai fini Irpef, anche: tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (ad esempio, contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività, Tfr, ecc.); tutti i redditi esenti e, quindi, anche tutti i trasferimenti monetari ottenuti dalla Pubblica amministrazione (assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento, ecc.); i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari.

Il nuovo Isee considera il patrimonio all’estero e il valore degli immobili rivalutato ai fini Imu; riduce la franchigia massima sulla componente mobiliare, che però sarà articolata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare, in quanto sale di 1.000 euro per ogni figlio dal terzo in poi; sugli immobili, si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere. Il nuovo Isee non prevede, inoltre, l’ampia possibilità di autocertificazione e d’ora in poi solo una parte dei dati potrà essere autocertificata dal contribuente, mentre i dati fiscali e i dati Inps più importanti saranno compilati direttamente dall’Amministrazione.