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ISEE 2014/ Tutte le "trappole" del nuovo indicatore

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L'Inps  L'Inps

Secondo alcune simulazioni compiute (e noi vogliamo ardentemente crederlo!), lo strumento sembra in grado di cogliere le differenze tra le specifiche condizioni delle persone meglio che in passato, ma permangono comunque difficoltà: diversi operatori, infatti, lamentano complessità gestionale del nuovo Indicatore e un impegno notevole richiesto agli enti coinvolti, a partire dai Comuni, soprattutto per puntare all’equità. Per conoscere, infatti, le reali condizioni delle persone bisogna raccogliere ed esaminare più informazioni di prima e, considerando la minore autocertificazione rispetto a prima, bisognerà andare a cercare i documenti necessari negli archivi dell’Inps e dell’agenzia delle Entrate. Cosa complessa da mettere in atto, nonché lunga e come si diceva prima, l’unico intervento possibile, da parte dello Stato, per rendere più agevole tale procedimento è la predisposizione di una banca dati coordinata tra Inps e Agenzia delle Entrate che renda quasi automatica la disponibilità degli eventuali documenti richiesti, in modo computerizzato, e da non far perdere tempo.

Sarà così? O si tratta del solito tentativo di cambiare e modernizzare un sistema fiscale vetusto, creando poi confusione e dando possibilità, producendo del pseudo nuovo lavoro, di rimanere a galla a enti statali ormai alla deriva economica: tutto alla faccia di un nuovo “welfare”?



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