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J’ACCUSE/ Bagnai: Renzi-Padoan, il governo è già "succube" dell'Europa

Pubblicazione:domenica 2 marzo 2014

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto) Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto)

“Noi vogliamo un’Europa dove l’Italia non va a prendere la linea per sapere che cosa fare, ma dà un contributo fondamentale, perché senza l’Italia non c’è l’Europa”. È la rivendicazione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, secondo cui sarebbe un errore “arrivare in Ue con la stessa piattaforma di questioni aperte che gli ultimi governi hanno cercato di risolvere, in particolar modo il governo Letta che in questo ha investito molto”. Per Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara, «nonostante le sue rivendicazioni, nella realtà Renzi continuerà con le politiche di austerità che ci sono state imposte dall’Europa negli ultimi anni».

 

Renzi sta mostrando un atteggiamento più deciso nei confronti dell’Europa. Ritiene che sia soltanto un bluff?

Non mi sembra che ci siano dubbi in proposito, l’Ue continuerà a dettare la linea e ciò fondamentalmente per due motivi. Il primo dipende dai rapporti di forza geopolitica che sono attualmente vigenti nell’Ue. L’Italia è indebolita dalla crisi, per tanti motivi non è mai stata in grado d’imporre una sua linea nel processo di integrazione Ue e sicuramente non ci riuscirà adesso. A ciò si aggiunge un motivo intellettuale…

 

Quale?

La diagnosi che Renzi e soprattutto il ministro Padoan danno della crisi è identica a quella che dà la Commissione Ue, e cioè che si tratti di un problema di debito pubblico che si deve curare con l’austerità. Questa linea è stata smentita da altre istituzioni della Trojka, come per esempio la Banca centrale europea, il cui vicepresidente nel maggio dell’anno scorso ha chiaramente detto che la crisi europea non nasceva dal debito pubblico ma da quello privato.

 

La maggioranza è coesa sulla linea pro-austerità di Renzi?

No, all’interno della stessa maggioranza ci sono persone autorevoli come l’onorevole Fassina che hanno già chiaramente detto che le politiche di austerità sono sbagliate non solo perché socialmente ingiuste, ma soprattutto perché risultano del tutto inefficaci. Il fatto che Renzi assuma il suo incarico dopo l’esplosione del debito pubblico legato all’austerità di Monti e non esprima un ripensamento, fa capire che questo è un governo succube di un certo tipo di leadership europea.

 

Lei quindi ritiene che Renzi sia più vicino alla linea pro-austerity della Germania che non alla finanza americana?


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