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Economia e Finanza

IL CASO/ La finta ricchezza che raddoppia la crisi

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Già, quando il liquido monetario comincia a scorrere il gioco è fatto: quel valore incontrando un potere d’acquisto dopato, fa un prezzo fasullo; viene così generata ricchezza, altrettanto fasulla. Venuti al pettine i nodi, indebitati oltre misura gli indebitabili, quella ricchezza, già fasulla, immiserisce. E quando si arriva alla fine della fiera nel mercato, liberato dagli anabolizzanti deflattivi, si scorge l’altro, l’inaudito. Un nuovo valore, per un nuovo paradigma (che recita: “L’acquisto trasforma il valore in ricchezza, la consumazione del prodotto genera input per nuova produzione; viene così fornita continuità al ciclo, sostanza alla crescita”), quello delle risorse messe in campo per fare la crescita, impiegate da chi fa la spesa.

Ristorato quel valore della spesa, che smaltisce sovraccapacità, viene rivalutato pure quello della produzione. Toh, pure così due piccioni con una fava ma senza debito!

Ok, il prezzo, quello giusto conviene a tutti, pure per rimettere quel debito già fatto.

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