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SPENDING REVIEW/ Ecco perché Renzi non può "tagliare" Cottarelli

Matteo Renzi Matteo Renzi

Ovviamente no. Ci vuole anche un coordinamento tra istituzioni come l’Antitrust, l’Autorità anti-corruzione, la Guardia di Finanza e l’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, e sono necessarie delle capacità informatiche per ottenere i dati. Non so se Cottarelli abbia pensato al modo in cui andrà a trovare gli sprechi da tagliare, ma spero che su questo ci sia al più presto un chiarimento. Tra le ipotesi c’è la centralizzazione degli appalti, ma non credo che quest’ultima sia di per sé un toccasana, molto dipende da come sarà fatta. E’ giusto individuare i capitoli di spesa cui applicare i tagli, ma dentro a quei capitoli ci sono numerose cose importanti che servono al Paese. E poi con i soldi ottenuti tagliando gli sprechi, più che abbassare le tasse sarebbe comunque importante fare maggiori investimenti pubblici.

 

La Camera dei deputati ha smentito Cottarelli sui tagli dei costi della politica. Lei che cosa ne pensa?

Cottarelli ha aggregato i dati di Camera, Senato e Corte costituzionale e Montecitorio ha risparmiato di più degli altri due organi dello Stato. La Camera ha quindi sottolineato che questo grafico non rappresenta l’andamento in modo corretto. Non si può però affermare che Cottarelli abbia scritto cose non veritiere. C’è stata quindi una polemica tra la Camera e il professor Roberto Perotti legata al fatto di leggere i dati in modo diverso. Le definirei però delle normali schermaglie che avvengono quando si tratta di decidere dove tagliare. Non vi attribuirei un’importanza eccessiva, mentre preferirei che Cottarelli e Renzi anziché affidarsi a battute sui giornali continuassero ad andare d’amore e d’accordo. Spero che dopo il ritorno di Renzi dal viaggio a Bruxelles incomincino a lavorare insieme e con la volontà comune di fare bene, perché l’uno ha bisogno dell’altro.

 

(Pietro Vernizzi)

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