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SPY FINANZA/ Russia-Cina, "l'alleanza" che spaventa gli Usa

Cina (Infophoto) Cina (Infophoto)

C’è ad esempio sul tavolo l’accordo del 2010 per la fornitura a Pechino di caccia militari russi Sukhoi SU-35, da allora rimasto inevaso ma che potrebbe subire una drastica accelerazione. Inoltre, al netto della crisi del credito, la Cina ha molti soldi da investire ed è seriamente interessata al campo energetico, infrastrutturale e delle commodities russo: se l’Occidente chiuderà la porta, giocoforza Mosca aprirà un portone a Pechino per quanto riguarda gli investimenti in industrie e settori strategici. D’altronde, l’interscambio commerciale Russia-Cina è già cresciuto dell’8,3% nel 2013, raggiungendo quota 8,1 miliardi di dollari, ma nonostante questo la Russia è ancora oggi solo il settimo grande partner esportatore della Cina e non è nemmeno tra le prima dieci nazioni per beni importati.

E lo sapete invece chi è il più grande partner commerciale della Russia? L’Unione europea, la quale da sola pesa per oltre la metà dell’interscambio totale di Mosca. E se ora, davvero, i giochi e gli equilibri cambiassero? E se davvero gli Usa fossero pronti a qualsiasi opzione economica, finanziaria e commerciale per stroncare sul nascere questa nuova partnership e preservare lo status di benchmark del dollaro nel campo delle commodities energetiche? Magari alla Fed hanno solo ripreso in mano Von Hayek e abbandonato Keynes, ma ho la certezza che stiamo comunque andando incontro a tempi agitati. E stiamo avvicinandoci allo scontro, latente da almeno due decenni, per i nuovi equilibri globali. I quali, a volte, passano dalla piccola Crimea o dalla bolla del credito di Hong Kong, per poi giungere a epiloghi diversi. E magari di portata storica. È la geofinanza. 

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