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ALITALIA/ Etihad, Air Berlin e il "rebus" di Fiumicino

Pubblicazione:mercoledì 26 marzo 2014

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Inoltre, insieme alla partita Alitalia si gioca quella parallela degli Aeroporti di Roma. Non dispiacerebbe a Etihad sviluppare il proprio business anche nel settore aeroportuale, ma sarà difficile trovare un accordo di prezzo con Atlantia, proprietaria degli aeroporti. Aeroporti di Roma, che vede lo stesso azionista che possiede anche una quota minoritaria di Alitalia, ha anche avvertito la compagnia aerea che può farcela bene lo stesso senza un vettore di riferimento. Ma è davvero così?

Sicuramente l’avere lasciato entrare più in forza Vueling ed Easyjet sullo scalo romano e avere “permesso” a Ryanair di creare una piccola base su Fiumicino è stato un segnale forte mandato agli altri azionisti di Alitalia. Ora è da valutare se sia possibile per AdR fare a meno della compagnia che fa hub and spoke sullo scalo e che fa circa il 50% del traffico di Fiumicino. Se fallisse Alitalia, anche AdR potrebbe non sorridere.

Un hub esiste solamente se esiste un vettore disponibile a creare un network su un determinato scalo. Per questo motivo Malpensa non è un hub, ma un aeroporto suddiviso in due terminal, di cui il più grande vede transitare meno di 12 milioni di passeggeri l’anno (3 in più di Bergamo Orio al Serio) e l’altro terminal (il numero due) di fatto controllato dalla seconda low cost europea, Easyjet.

In questa partita è interessante come sia calato il silenzio più assoluto. Ma si sa, le battaglie più dure si combattono nel silenzio e non certo sulle prime pagine dei giornali.



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