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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ 1. Borghi: euro e Ue, gli errori di Renzi

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Anche lui non ha idea: è incompetente o è in malafede. Nel momento stesso in cui parla di “debito immorale”, io, che ho a casa i miei risparmi in Btp, mi domando se sono risparmi morali o immorali. Uno che non sa che a fronte del debito ci sono dei risparmi e che la larga maggioranza del debito pubblico italiano è detenuto dagli italiani è solo una persona pericolosa. Vogliamo forse gettare nella miseria tutti i risparmiatori? La sua è una posizione assurda.

 

Che margini ci sono per cambiare le regole scorporando i fondi per l'investimento dal deficit/Pil? E che effetto ci sarebbe per l'Italia? Un maquillage contabile o qualcosa di più?

Ma non è questo il punto: non serve a nulla. Nel 2013 tra i dieci Stati stagnanti e in recessione (facenti parte dell’elite economica mondiale) nove avevano l’euro e otto di questi avevano sforato il 3% del rapporto deficit/Pil. Non basta certo non sfondare il tetto. Noi possiamo scorporare e cambiare le regole contabili, ma questa è una crisi di domanda: per risolverla bisogna portarla. Come? Per coprire il gap di competitività tra l’Italia e la Germania bisogna riallineare il cambio.

 

Per quanto riguarda invece l’armonizzazione delle leggi sul lavoro a livello europeo che conseguenze ci sarebbero? L'Italia ci guadagnerebbe o no?

Supponendo che il problema sia questo, noi possiamo anche parificare le leggi sul mercato del lavoro, ma non per questo, noi in crisi, recuperiamo il distacco dalla Germania, che ha il 20% di vantaggio, datogli dall’euro. Siamo come due corridori: loro sono avanti di mezza pista. Ci possiamo anche mettere a correre veloci come loro, ma mica li raggiungiamo. Per tornare alla pari dobbiamo riprenderci la nostra moneta.

 

(Fabio Franchini)

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COMMENTI
26/03/2014 - Lumino (Giuseppe Crippa)

Caro Cerofolini, il 3% da non superare è il rapporto debito (sono più di 2000 miliardi di euro) / PIL (il prodotto interno lordo dell’Italia, cioè circa 67000 miliardi di euro). Il deficit, cioè il fatto che in un anno lo stato spenda più di quanto incassi, è altra cosa: nel 2013 le entrate sono state di 516 miliardi e le spese poco di più: il saldo è negativo per 75 miliardi di euro. Ma se si conseguisse il pareggio di bilancio questa differenza sarebbe appunto zero… speriamo.

 
26/03/2014 - Il pareggio di bilancio in Costituzione e il 3% (Carlo Cerofolini)

Si parla del 3% di rapporto deficit Pil da non superare, ma non è che con il pareggio di bilancio messo in Costituzione per il 2014 il rapporto deficit Pil deve essere lo zero%? Attendo lumi. Grazie