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SPY FINANZA/ 2. Così Usa e Ue mettono la Russia nel sacco

Pubblicazione:mercoledì 26 marzo 2014

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E la Banca centrale può sì schierare a difesa del rublo i suoi 494 miliardi di dollari di riserve, ma questi non possono fare pressoché nulla per rendere meno pesante una conseguente recessione: come nel 2009, quando per tamponare il crollo della moneta furono bruciati quasi 200 miliardi di dollari di riserve, comportando il conseguente crollo dell’offerta di valuta. Ma con le banche e le aziende russe sedute su oltre 650 miliardi di dollari di debito denominato in valute estere, 155 dei quali dovranno fare roll-over entro fine anno, lasciare svalutarsi troppo il rublo è un azzardo decisamente alto: da inizio anno la moneta russa ha già perso l’11% di valore e con un trend simile ripagare un debito in dollari diviene davvero difficile per i soggetti economici russi, viste anche le condizioni non certo favorevoli sul mercato del credito.

Sembravano soft, invece le sanzioni stanno già funzionando: non tanto come effetto diretto, ma come creazione di panico preventivo sui mercati. I quali stanno già prezzando il peggio, il cosiddetto “worst case scenario”. Esattamente ciò che vuole la Casa Bianca.

 

P.S.: Cambiando argomento, c’è da registrare la svolta del presidente della Bundesbank. Jens Weidmann ha infatti detto di non escludere la possibilità che la Bce possa acquistare prestiti e altri asset dalle banche per combattere la deflazione, adottando così il modello della Federal Reserve e ha quindi aggiunto che i tassi negativi sui depositi possono essere una misura da prendere in considerazione per contrastare l’eccessivo apprezzamento dell’euro. «Le misure non convenzionali - ha detto Weidmann - prese in considerazione sono un territorio poco conosciuto. Questo significa che occorre discutere la loro efficacia e gli effetti dei loro costo. Questo non significa che i programmi di quantitative easing siano in generale fuori discussione».

Sindrome da vittoria del Front National alle elezioni municipali francesi? O forse consapevolezza che la tregua dello spread sta finendo, anche grazie alla mossa della Fed sui tassi, che la Cina sta svalutando come non ci fosse un domani, che la situazione dell’Ucraina può andare fuori controllo da un momento all’altro e che le banche europee - in vista degli stress test - non scoppiano affatto di salute come dicono? 



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