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CRISI/ Gotti Tedeschi: ha ragione Bagnasco, ma l'Europa finisca di "impiccarci"

Pubblicazione:giovedì 27 marzo 2014

Il cardinale Angelo Bagnasco (Infophoto) Il cardinale Angelo Bagnasco (Infophoto)

È quella di "incentivare i consumi senza tornare alla logica paerversa del consumismo", decisamente più complessa da commentare. Il consumismo progressivamente sempre più elevato e a debito che è stato imposto alla nostra società negli ultimi decenni è spiegato da una considerazione morale-economico-politica che Papa Benedetto XVI ben esprime in Caritas in Veritate. Il consumismo ha compensato il crollo delle nascite. La domanda che porrei è dunque questa: come è possibile far crescere il Pil di un Paese maturo, su un periodo adeguatamente lungo, se la popolazione non cresce?

 

Come?

Facendo crescere i consumi individuali. E per farlo bisogna ridurre i risparmi e soprattutto accrescere il potere di acquisto. Questo si ottiene diminuendo il costo dei prodotti comperati, che allora devono essere importati da paesi a basso costo verso i quali si sono delocalizzate le produzioni, deindustrializzando conseguentemente il Paese. E ciò spiega la disoccupazione crescente post-crisi, ma significa anche che per creare lavoro e occupazione in Italia si deve consumare italiano. In realtà. una percentuale altissima di ciò che in Italia si consuma è prodotta all’estero e importata. Cosicchè far crescere i consumi significa, aspetti morali a parte, aumentare le importazioni. E ogni prodotto importato crea occupazione nel Paese dove è prodotto. Chi importa fa commercio.

 

Ci parli invece dell'auspicio del card. Bagnasco.

Il presidente della Cei auspica che si possa sprecare di meno e attuare allo stesso tempo una vera politica di sviluppo economico che crei occupazione. Totalmente d’accordo, ma gli sprechi non sono affatto riducibili con facilità, perchè ogni spreco è un posto di lavoro. Per fare sviluppo economico abbiamo invece bisogno di più "comprensione" da parte di Bruxelles che ci impone solo i criteri del patto di stabilità ignorando che per stare veramente stabili in Italia, cioè non aumentare il rapporto debito/Pil, si deve aumentare il denominatore e non ridurre il numeratore. E, chissà perchè, qui l’Europa sembra esser indifferente. Molto meno indifferente sembrano essere gli Usa, che sembrerebbero aver deciso loro di aiutarci in tal senso.

 

Gran parte dell'intervento di Bagnasco è stato dedicato alla lotta alla povertà e agli sforzi necessari per sostenere i giovani, principali vittime della crisi.

I giovani sono le vittime principali perché non trovano lavoro, che non si crea perché per decenni abbiamo delocalizzato e non investito in produttività, proprio per consumare sempre più. Ma vittime della crisi sono ancor più gli anziani che non sono più mantenibili come prima. Non aver fatto figli nei paesi ricchi (ex ricchi) e aver solo consumato ha trasformato il mondo: quello occidentale in un mondo fatto di consumatori non più produttori e quello orientale fatto da produttori non ancora consumatori. Ma ora siamo noi i poveri, non diamo lavoro ai giovani e non manteniamo i vecchi.

 

Cosa pensa dunque della "ricetta" della Cei nel suo insieme?


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