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SPILLO/ L’attacco della Chiesa alla “tirannia economica”

Pubblicazione:lunedì 3 marzo 2014

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E proprio a tal proposito, segno di una sensibilità sempre maggiore della Chiesa su questo dramma dell’epoca moderna, vi sono le parole di papa Francesco, nella recentissima esortazione apostolica Evangelii Gaudium: “Così come il comandamento ‘non uccidere’ pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e dell’iniquità. Questa economia uccide” (n. 53). Uccide davvero, non per modo di dire: come quel panettiere, che si è tolto la vita, dopo aver ricevuto una multa da 2000 euro perché una visita di ispettori del lavoro avevano rilevato la presenza della moglie in negozio senza un regolare contratto.

Così continua il Papa: “In questo contesto, alcuni ancora difendono le teorie della ‘ricaduta favorevole’... Questa opinione, mai confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante”.

Si tratta di un attacco durissimo al “sistema economico imperante”. Se il Papa fosse preso sul serio, il giorno dopo la pubblicazione di questo documento avremmo dovuto leggere su tutti i quotidiani titoloni del tipo “Il Papa attacca l’Euro” oppure “il Papa attacca la Bce”, ma nulla. In fondo, questo è il primo livello della persecuzione a livello culturale: ignorare l’avversario. Non so se questa è la prima volta che in un documento della Chiesa si entra così nel dettaglio di una teoria economica, contestandone uno dei dogmi in maniera così precisa e puntuale. Ma non basta, viene attaccata anche l’ideologia liberista da cui proviene questa impostazione: “Mentre i guadagni di pochi screscono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone in modo unilaterale e implacabile le sue leggi e le sue regole. Inoltre il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d’acquisto” (n. 56).

Una “nuova tirannia”. Davvero parole di fuoco. A cui la Chiesa italiana sembra rispondere, convocando un Convegno Pastorale Nazionale che si svolgerà a Roma dal 24 al 26 ottobre, dal titolo “Nella precarietà, la Speranza”, a cui sono invitati a partecipare i delegati della Pastorale Sociale, della Famiglia, della Pastorale Giovanile e delle Aggregazioni Laicali.

Finora i grandi assenti, sia nelle azioni che nel dibattito culturale, sembrano i laici: avete sentito affermazioni del genere da economisti o politici cattolici? Io no, ma forse sono stato distratto. Comunque è ora di muoversi e di farsi sentire. “Non sarà mai perdonato ai cristiani di continuare a essere culturalmente irrilevanti”.



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